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Labbra, due lembi di pelle che si uniscono in tanti modi diversi per dar voce alla nostra anima. A metà strada tra testa e cuore, tra istinto e paura, sensuali mediatrici con il mondo esterno, ci fanno uscire dalla solitudine.

Labbra, tutte differenti. Perchè non crearle invece tutte uguali? Chiaro che rivestono un ruolo particolare. Ci regalano l’opportunità di esprimerci ed essere noi stessi in un modo che probabilmente nessun’altra parte del corpo ci permette, perchè le parole che pronunciamo sono uniche. Singolari nel significato che decidiamo di dar loro nel momento in cui le enunciamo, come un piccolo bagaglio che sono costrette a trasportare. Per questo alcune, appena mettono piede fuori dal porto sicuro, tuffandosi da questo trampolino straordinario, cadono al suolo con un tonfo, producendo cerchi concentrici di silenzio.

Ci rendono ineguagliabili al mondo, un po’ come gli occhi. Ma hanno un bonus: oltre a crearlo il silenzio, sono capaci anche di farci uscire da esso. Sono capaci di farci urlare:”Ci sono anch’io!”. Gli occhi, specchio dell’anima, hanno bisogno di un interlocutore altrettanto sensibile per riuscire a manifestarsi. Invece le labbra riescono a farci essere, anche se gli altri non vogliono ascoltarci. Ci fanno cantare la vita, ognuno a tono suo. E non importa se stoniamo qualche nota, se non riusciamo a prendere fiato, se perdiamo il ritmo… l’importante è che non facciamo fermare la nostra musica. Se saremo abbastanza bravi, questa continuerà a suonare per molto molto tempo ancora.

E quando si piegano? Quando gli angoli inaspettatamente cercano di prendere il volo, avvicinandosi pericolosamente al cielo, è manifesto di felicità. Infatti questi due rosei cirri non riescono a nascondere né gioia né tristezza, semplicemente creando degli archi. Quando cadono quei famosi macigni, le labbra della persona a cui erano diretti ne sono attratti come magneti e non possono fare a meno di far puntare le estremità verso il basso, guardando il peso depositato ai propri piedi.

Quando invece tremano, potete iniziare ad avere un po’ paura. Quando seccano d’un tratto e le mordete, perchè mancano le parole, è segnale di pericolo: emozioni in corso. Il cervello è già in iper-ventilazione e il cuore sta saltando battiti come fossero ostacoli. La parte migliore arriva nel momento in cui, senza che ce ne rendiamo minimamente conto, le nostre labbra si schiudono e cercano di allungarsi, per raggiungerne altre. Comunemente, bacio. Stupidamente riduttivo.
Due mondi si incrociano: ti regalo il mio comunicare, ti urlo in silenzio che ci sono anche io e che in questo momento ci sono solo per te, perché il mondo si è fermato. Due labbra si incrociano e scoppia la tempesta dentro. Tuoni come battiti, respiri che durano quanto fulmini.

Ecco, quando riuscirai a sfruttare tutto ciò che le tue labbra ti danno la possibilità di fare, sarai probabilmente te in modo completo. Ciò non significa che è necessario baciare o urlare per essere: è necessario solo lasciarle libere, magari aspettando quei famosi 10 secondi prima di lanciare pietre pesanti… e lasciandosi guidare dall’istinto quando invece la musica si alza ed è il momento di godersi la felicità.

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Vicedirettrice Cartaceo per l'A.A 2017/2018 Direttrice per l'A.A 2018/19