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Viale Romania, 32 - 00196 Roma - Italy

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Per parlare di cucina bisogna essere felici e rilassati. Vien da se che per raggiungere tale stato d’animo, bisogna superare illesi la sessione d’esame: pare che anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. E allora eccomi di nuovo qui, a parlare di cibo e convivialità, di tavola e sapori, di vino e risate.

Da buon italiano, direi di partire dalla colazione. In fondo, è pur sempre dal mattino che si vede il buongiorno.
La Portineria via Reggio Emilia 22, un locale ottimo per le colazioni (e non solo) molto raffinato ed accogliente, con brioches e dolci di ogni tipo, buoni, belli, d’ispirazione internazionale. Basta con le solite colazioni a base di cornetto e cappuccino, viva le pargine con marmellata di albicocche e i faciok di ispirazione mitteleuropea. Viva le porte che l’arredano (fateci un salto e capirete di cosa parlo), viva il caffè, che è buono, e viva la simpatia del personale.

Dopo la colazione, il tempo di una passeggiata e si va a pranzo. Per il pranzo mi sento di consigliarvi un posto leggero, un qualcosa che non appesantisca: una simpatica trattoria romana, ad esempio.
Una simpatica e ben tenuta bettola, alla quale, dall’esterno, non le si darebbe un centesimo.
Siamo in via Tripoli 24, zona Quartiere Africano: La Piccola Amatrice. Il personale è cortese. Molto cortese. Troppo cortese. Il vino della casa è il classico vino della casa: amabile, a partire dal terzo bicchiere. Ma i primi, i classici della trazione romana, sono eseguiti con estrema maestria. La carbonara è una vera crema di uova e pecorino (e pepe nero), l’amatriciana è un’esplosione di sugo e guanciale, la cacio e pepe non lo so perché non l’ho provata ma, in compenso, posso parlarvi della frittura di pesce che mangiava il mio vicino: udibilmente croccante, if you know what i mean.
L’ultimo lato positivo, il conto. Meno di un aperitivo.

Infine, dopo due pasti leggeri e delicati, la cena. Dopo una giornata così non posso di certo parlarvi di un posto light. Dunque, cucina romana, sobria ed elegante. Abbandoniamo per un po’ la classica trattoria, abbandoniamo per un po’ Roma nord. Siamo a via del Pigneto 41, all’omonimo Pigneto 41, sfizioso locale di tradizione romana, dove i classici sapori della capitale sono rivisitati e combinati con estrema maestria. Ottime le bruschette, con lardo e confettura di cipolle rosse, o quelle con zucca, mascarpone e mentuccia. Straordinari i pici cotti nel vino rosso, con peperoncino e pecorino, piccanti e intensi. Più che meritevoli i dolci, dal classico tiramisù alla ricotta con amaretti, pere e vino. Il conto più che onesto, la cantina super fornita ed il personale molto disponibile e simpatico.
Dopo una giornata del genere, se ancora non avete problemi respiratori e riuscite ad allacciarvi le scarpe senza maledire la tavola, siete pronti a tutto. Ma proprio a tutto, eh!

In caso contrario, l’autore, il giornale e la redazione tutta, non si assumono alcuna responsabilità.

Alessandro Leuci

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