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Caro twitter, qualcuno sa dov’è Frank?”. Ma la vera domanda è “qualcuno ha mai visto in faccia Frank?”. È questa l’interrogativo che ci accompagna mentre veniamo trascinati dentro una storia divertente, decisamente strana ed originale, attraverso l’avventura di una band dal nome impronunciabile: gli SORONPRFBS.

Jon (Domhnall Gleeson) è il protagonista del film. È un giovane normale in cerca della sua strada, e come tanti altri, un twittatore compulsivo. Il suo sogno è quello di diventare un cantautore, e per questo prende ispirazione da tutto quello che trova – “signora con il cappotto rosso cosa fa con quella borsa? signora con il cappotto blu conosce la signora con il cappotto rosso?” – senza purtroppo riuscire a comporre nulla di decente ed autentico.

La sua occasione arriva grazie ad un colpo di fortuna: il tastierista degli SORONPRFBS tenta (in un modo discutibile) il suicidio, e proprio in quel momento arriva Jon pronto a sostituirlo.

Gli SORONPRFBS sono una band molto particolare ed a confermarlo sono le personalità dei suoi stessi membri: da un manager uscito da un ospedale psichiatrico ed ancora troppo ossessionato dai manichini, a Clara(interpretata da Maggie Gyllenhaal) una donna attraente ma anche molto aggressiva e pronta ad usare la violenza per un nonnulla. E poi c’è Frank, il frontman del gruppo. Ma chi è veramente Frank? Così come il regista Lenny Abrahamson in occasione dell’anteprima (proiettata a Roma il 28 ottobre) ha dichiarato in un video: Frank è un mistero, dentro un enigma, dentro una strana testa; tutti vogliono capire chi è l’uomo dietro la maschera. Infatti il volto di Frank è celato da una stravagante testa gigante, e nessuno lo ha mai realmente visto. (Stando a ciò che ha detto lo stesso Fassbender, indossare una testa gigante per tutta la durata delle riprese è stata un’esperienza piuttosto affascinante)


È un enigma che inizia ad ossessionare Jon: perché volersi nascondere quando si ha molto da dare come nel suo caso: quello di un genio che riesce a trarre ispirazioni dalle piccole cose, dallo sfregarsi degli spazzolini da denti alle porte che si chiudono.
Trascinato a sua insaputa in un luogo di montagna, Jon conosce quei tanto agognati “15 minuti di celebrità”. Inizia a riprendere la band in ogni momento, postando poi i video su Youtube. Dai 14 followers iniziali Jon arriva a vantarne più di mille, in un crescendo di visualizzazioni ai suoi video. La riservatezza della band, che si nutriva del proprio anonimato, viene violata da un nuovo arrivato: Pel di Carota.

È un film in grado di appassionare, alternando la comicità a scene profonde e piene di sentimento con molta naturalezza. Accolto con un generoso 92% di recensioni positive dal severissimo “Rotten Tomatoes”, mi sono chiesta perché mi abbia preso così tanto e la mia risposta è stata: l’attualità del messaggio. Dall’uso spasmodico che il protagonista fa dei social network al concetto della maschera e della voglia di nascondersi al mondo. Frank, dopo tutto, è un uomo invidiabile: lui è libero. Libero dai preconcetti che legano una persona all’aspetto, e libero di potersi esprimere in qualsiasi modo. Voler forzare quella sua corazza sarebbe come andare contro la sua natura. Ed una volta levata si è davvero così soddisfatti? Una volta che è tutto finito, d’altronde, non si può tornare al principio.

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