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Esattamente un anno fa, sono entrata a far parte dello staff organizzativo di Culturama, quasi per gioco: un po’ per curiosità, un po’ perché avevo scritto già qualche articoletto per 360°, questo giornale universitario di cui mi sono letteralmente innamorata ad una giornata della matricola di ormai, aihmè, tre anni fa .

Dopo qualche riunione del giornale organizzata esclusivamente per la gestione del festival, ho capito che non c’era nessun gioco: c’erano invece tante persone appassionate, serie e piene di entusiasmo, intente a realizzare un progetto grandioso e, soprattutto, esclusivo.

Culturama è il primo Festival dell’informazione organizzato interamente da studenti universitari, un’ esperienza che ha permesso a noi semplici studenti di entrare in contatto con un mondo che cambia continuamente. Due giornate di convegni sul mondo dell’informazione, dell’editoria, dei nuovi media.

Me ne sono subito innamorata e mi sono buttata a capofitto in questa esperienza, che non si è rivelata solo una semplice partecipazione ad un progetto, ma una vera e propria esperienza d’amore.

Prima di Culturama , avevo avuto pochissime occasioni di entrare in contatto con i miei caporedattori, con i membri del 360° stesso, perfino con la stessa direttrice, che al tempo era Giulia Perrone. Grazie a quelle due giornate, ho scoperto una nuova “famiglia”, pronta ad accogliermi a braccia aperte e a valorizzare i miei punti di forza.

Ma Culturama è, ovviamente, molto altro.

Culturama significa stampare volantini distribuendoli non solo in tutto il nostro ateneo, ma anche negli altri atenei romani, perché Culturama è aperto a tutti.

Significa condividere le tue opinioni sulla politica e l’economia del tuo paese con veri giornalisti.

Significa scambiare battute con Beppe Severgnini e vederlo autografarti il suo libro, o chiedere di persona a Marco Frittella del TG1 la sua opinione sulle scuole di Giornalismo.

Significa vedere il direttore de “Internazionale” in un acceso dibattito con un corrispondente francese, o, ancora, discutere di crisi umanitarie con il portavoce dell’Unicef, un laureato LUISS. Ascoltare estasiati la prigionia in Siria e liberazione di una giornalista freelance agli esordi e, solo due ore prima, accorgersi che, prima di intervenire, Riccardo Bocca ha fatto una foto a noi del pubblico e l’ha pubblicata su Twitter.

Significa festeggiare l’ultimo giorno di convegni ballando la pizzica salentina con tutto lo staff.

Mi sono chiesta cosa pensassero le persone che mi vedevano letteralmente saltellare per i corridoi della LUISS in quei due giorni, se mi stessero prendendo per pazza o se anche loro fossero in quelle stesse condizioni. Quel che è certo è che i miei compagni di corso ora mi “odiano” per tutto lo spam che ho fatto in quei giorni sulla pagina Facebook del mio corso di laurea. Ma li ringrazio, perché sono venuti ad assistere alle conferenze e ne sono rimasti entusiasti.

Mi sono sentita grata in quei due giorni: avevo scritto solo pochi articoli per 360°, non ero parte del direttivo, non avevo un bagaglio di esperienze pari a quello di molti altri membri del mio giornale nel campo della comunicazione e del giornalismo. Io però sentivo che potevo farcela, potevo farcela anch’io. Potevo credere un po’ di più in me stessa e avvicinarmi pian piano a quel mondo.

Solo dopo la prima giornata, ricordo di essere tornata a casa stanchissima ma con il cuore gonfio di gioia, la testa piena di idee, spunti, opinioni, emozioni, ma soprattutto piena di tanta, tantissima voglia di mettermi in gioco. E non ero l’unica, ovviamente.

Oggi, un anno dopo, a ormai un mese dall’ inizio della seconda edizione di Culturama, sento che quella voglia di mettermi in gioco io ce l’ho ancora, ed è più viva che mai.

Nel frattempo, sono diventata caporedattrice per 360° e mi occupo della rubrica Attualità per il sito web. Ho scritto qualche articolo in più e ho rapporti più stretti con alcuni membri del giornale e con i miei stessi redattori. Anche quest’anno contribuirò nel settore del Marketing per Culturama, per quello che posso. Nonostante tutto infatti, non dimentico che sono ancora una semplice studentessa universitaria prossima alla laurea, con tanta strada da fare. Ma il diritto di sognare e credere in ciò che mi piace non può togliermelo nessuno, anzi. Culturama me lo ricorda tutti i giorni.

Ora sta per tornare.

Il programma è quasi chiuso, i giornalisti sono in contatto con noi e danno la loro disponibilità. Inutile dirlo, troverete tutta la nostra redazione e i nostri volontari lì, in prima fila, carichi come non mai: le edizioni passano, ma l’entusiasmo e la nostra voglia di partecipare restano.

Chissà se qualche nuovo lettore, studente o professore saltellerà con me nei corridoi quest’anno.

 

CULTURAMA 2015. Tenetevi pronti per il 10 e 11 Aprile, ovviamente in LUISS. Stiamo arrivando.

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