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L’articolo 9 della nostra Costituzione testualmente afferma: <<La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione>>.

Tale articolo da un’attenta lettura enuclea il concetto dell’unicità della cultura, essa è unica non esiste una cultura umanistica e una cultura scientifica, ma esiste la cultura in generale intesa a raggruppare tutti gli aspetti del nostro patrimonio immateriale comune.

Le Università e la Luiss in particolare sono custodi del progresso culturale e scientifico inteso come capitale umano storico e artistico immateriale e capitale materiale che nel nostro paese più di altri è vivo da questo punto di vista. Uno dei custodi del patrimonio artistico italiano è il FAI che tramite le sue giornate raccoglie fondi da destinare al restauro e la custodia di esso.

La cultura è l’insieme delle conoscenze e delle tradizioni di un determinato gruppo sociale comprensivo dell’insegnamento, lo studio e la ricerca scientifica, la promozione della cultura stessa e la tutela dei beni culturali. La cultura umanistica in particolare di noi Italiani ci distingue in tutto il Mondo.

Narciso nel mito disdegna ogni persona che lo ama e si innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua e muore cadendo nel lago in cui si specchiava.

Si ama e si protegge ciò che si conosce al contrario si ha paura di ciò che non si conosce per tale motivo le università e la Luiss in particolare sono un viatico di pace attraverso la cultura, il preambolo dell’UNESCO recita testualmente: << Poiché le guerre hanno origine nello spirito degli uomini è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese per la pace >>.

La guerra non è mai la soluzione giusta a nessun problema, è attraverso la cultura che si creano percorsi di pace condivisi e un dialogo che non deve essere sopito dal sonno della ragione.

La moralità stessa delle persone, bussola attraverso la quale gli uomini prendono le decisioni, è frutto della loro cultura intesa come comprensione e rielaborazione del patrimonio morale precedente e continuazione dello stesso attraverso il progresso scientifico. Siamo nani sulle spalle di giganti che ci hanno preceduto a livello scientifico e abbiamo il dovere morale di continuare e raccogliere la fiaccola del sapere in un Mondo oscurato dall’odio per l’altro.

La cultura comune nasce dal tessuto sociale creato dalle Università che ha permesso da dopo l’anno mille di creare le basi che hanno portato a creare una cultura d’ Europa intesa come sentire comune.

La cultura deve essere uno strumento per prendere decisioni in termini scientifici che si pone in antitesi contro la cultura dell’approssimazione e alla cultura antiscientifica.

Tramite l’università si può realizzare quell’ascensore sociale, accessibile, inclusivo capace di prendersi cura di ogni studente creando un connubio tra università e società teso a elevare l’animo degli uomini dal mero perseguimento dell’interesse economico.

Tramite le Università di creano percorsi professionali tesi a dare dignità alle persone e un senso alle cose che a volte sembra smarrirsi senza la bussola della cultura.

L’istruzione di cui le Università sono strumento è l’unico modo in cui la società può progredire, le decisioni dei singoli nel quotidiano per sé stessi e in relazione agli altri sono determinate dal paniere delle conoscenze che va ampliato in un miglioramento costante di sé stessi attraverso la LifeLong Learning, ovvero l’apprendimento permanente durante tutto l’arco della vita.

Dignità che sembra smarrirsi da individui senza istruzione che nel tessuto sociale creano spazi per la cultura dell’approssimazione e per la cultura antiscientifica.

In tale fase storica l’élitè culturale del paese dovrà guidarlo verso comportamenti virtuosi tesi a dare dignità alle persone valorizzando il nostro essere italiani all’interno dell’Unione Europea che a volte presa da una miope ricerca di un minimo comune denominatore tende a non capire che valorizzando le differenze che si crea il sentire comune.

L’essere studenti e studiosi ci pone una responsabilità morale di essere strumenti di pace e condivisione di dialoghi fruttiferi della società in quella costruzione del tessuto sociale che solo l’università è organizzata a creare, creando legami culturali e sociali solidi, duratori che le persone si portano avanti vita natural durante.

Come affermato dal Presidente Mattarella nel suo secondo discorso di insediamento: <<La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana. Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni da preservare e sostenere divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico. Risorsa importante per quei giovani che vedono nelle università, nell’editoria, nelle arti, nel teatro, nella musica, nel cinema un approdo professionale in linea con le proprie aspirazioni>>.

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