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Sono proseguite per tutta la giornata di oggi le ricerche dei resti dell’Airbus A320 di compagnia low cost Germanwings della Lufthansa, l’aereo che si è schiantato contro le Alpi della regione di Digne-Les-Bains in Alta Provenza nella tarda mattinata di ieri.
Già a poche ore dall’incidente un agghiacciante notizia corolla le immagini trasmesse sui televisori di tutto il mondo: “nessun sopravvissuto”. I resti dei corpi raccolti dalle squadre speciali francesi e tedesche dalle fiancate del Massif de Trois Evèches, nei pressi della località Barcelonette, apparterrebbero quindi a ben 150 persone, 144 passeggeri e 6 uomini del personale di volo, compresi i due piloti.
Nessuno di loro era italiano. Per la maggior parte si trattava di tedeschi, francesi e spagnoli.
Sull’aereo diretto a Düsseldorf erano presenti anche molte donne e bambini ed addirittura una scolaresca di 16 adolescenti di rientro da uno scambio culturale con una scuola spagnola.

Il volo 4U9525 della Germanwings era partito con un ritardo di più di 20 minuti dall’aereoporto di El Prat di Barcellona ed alle 10:45 circa raggiungeva la quota di 38mila piedi. A questo punto dalla Torre di Controllo il personale comincia a ricevere la prima e unica richiesta di soccorso. Dopo poco più di un minuto l’areoplano comincia a perdere inesorabilmente quota e in soli 8 minuti finisce per arrivare in picchiata a poco più di 2000 metri di altezza e scompare dai radar.

Secondo quanto dichiarato dall’ufficio stampa e dal Presidente della compagnia aerea già da questa mattina, il disastro dell’aereo sarebbe “inspiegabile”.
Nel pomeriggio è arrivata dagli inquirenti in conferenza stampa da Parigi la notizia che la scatola “nera” – in realtà arancione . che registra l’audio nella cabina di pilotaggio, sarebbe stata già ritrovata ed inviata agli esperti per estrapolarne il contenuto; appena un’ora dopo viene smentito il ritrovamento della seconda scatola nera, quella contenente i parametri di volo che dovrebbero essere coordinati con le informazioni audio della prima.

Nel frattempo, elicotteri militari e squadre di soccorso hanno ospitato nella giornata di oggi i tre capi di Stato giunti sul luogo del disastro: Hollande, Merkel e Rajoy.
I resti dei corpi umani non si contano più e a detta dei soccorritori le fiancate di quelle montagne sono letteralmente “cosparse di parti di cadaveri”.
Quello che é stato definito un “abbraccio” tra i tre leader europei in visita sul luogo, con un Angela Merkel affranta come forse mai la abbiamo vista, é stato accompagnato da un minuto di silenzio da parte degli europarlamentari.
I tre hanno espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e comunione di intenti nel proseguire assiduamente le indagini. L’interesse primario è quello di tutelare la verità e far emergere con maggior fedeltà possibile quanto accaduto nel corso della mattinata di ieri su quel volo.

Ad ora l’ipotesi più accreditata sembra quella della depressurizzazione atmosferica interna all’ aereoplano, che avrebbe costretto i due piloti a scendere lentamente fino a raggiungere una quota ad atmosfera “più respirabile” per i passeggeri e per il personale di volo.
Ma con le maschere posate sul volto, coscienti solo nella prima parte della caduta in picchiata verso la catena montuosa, per i passeggeri e le hostess, in meno di dieci minuti, la carenza di ossigeno non é più un problema.
Perdono i sensi. Tutti, anche i piloti.
L’impatto é fatale.
Nel corso delle operazioni di perdita di quota, probabilmente anche finalizzata all’ammaraggio sulle coste francesi, da quella cabina di pilotaggio nessuno infatti riesce ad inviare segnali specifici alla Torre di Controllo.
Al di là di un generico S.O.S di emergenza, secondo la Germanwings e la Lufhansa, nulla sarebbe giunto all’attenzione del suo personale e la scomparsa dai radar basterà a dare l’allarme.

Una tragedia, quella del volo Germanwings, che fa riemergere con drammatica prepotenza il dibattito sulla sicurezza aerea, ormai all’attenzione di tutta Europa.
Traspare in questo senso, con evidenza, la cura meticolosa con la quale Lufthansa parla dei controlli rigorosi effettuati costantemente ai suoi aerei, compresi quelle di compagnia low cost.
D’altra parte se venisse accertato il guasto tecnico come causa del disastro, le sorti economiche della compagnia tedesca subirebbero rovinose ripercussioni; ed alle porte della mente affranta ma sempre così lucida di Angela Merkel, ha sicuramente già bussato, anche questo disastroso, pensiero di…si, morte.

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