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La Corte Penale Internazionale e il suo Statuto è un punto di arrivo di un percorso partito dal sentimento comune degli Stati sovrani per punire le atrocità dalla guerra franco-prussiana condotta dal 1870 al 1871 a tutte quelle che si sono purtroppo succedute in seguito.

Il 17 luglio 1998 si arrivò ad un testo condiviso di 128 articoli e il primo luglio 2002 alla ratifica del sessantesimo Paese con le modalità prescritte dall’articolo 126 dello Statuto della Corte Penale Internazionale.

Sostanzialmente si è arrivati a una concezione condivisa a livello internazionale di una responsabilità dei singoli soggetti autori di crimini internazionali davanti alla Corte Penale Internazionale che è regolata dal suo agire dal relativo Statuto che pone il singolo individuo quale unico responsabile a livello internazionale ed esclude la responsabilità degli Stati nazionali.

La Corte Penale Internazionale con sede all’Aia, Paesi Bassi, non è un organo dell’Onu ma ha alcuni legami con esso, per esempio il Consiglio di sicurezza ha il potere di deferire alla CPI situazioni che altrimenti non sarebbero sotto la sua giurisdizione.

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Nel caso specifico sintetizzando “anche la guerra ha le sue regole”. Se la Russia non è un Paese che riconosce la giurisdizione della Corte Penale Internazionale l’Ucraina ha accettato la giurisdizione della CPI ed essendo un Paese che è stato aggredito la CPI, come già ha fatto, può essere attivata. Il problema giuridico sarebbe tecnicamente arrestare Putin e i suoi comandanti, se riconosciuta la sua responsabilità a livello internazionale, sul territorio Russo, anche perché anche se isolato sarà difficile che egli esca dal territorio Russo.

I Crimini di Guerra codificati dalla Statuto della Corte Penale Internazionale all’articolo 8 Statuto della Corte Penale Internazionale sono declinati in varie fattispecie che hanno come ratio legis l’orientare le proprie azioni contro i civili in maniere ingiustificata rispetto alla “operazioni di guerra”, quali per esempio la distruzione di ospedali o altri siti civili, ovviamente i contesti di guerra sono contesti “anomali e concitati” e il ruolo prezioso dei giornalisti in tali scenari è fondamentale per documentare le atrocità che la guerra produce e far emergere prove da usare in un eventuale giudizio istruttorio, per esempio in Russia gli organi di diffusione delle notizie hanno subito molto limitazioni.

Se fosse accertato che la Russia, Stato aggressore dell’Ucraina, ha commesso crimini di guerra ai sensi dell’articolo 8 Statuto della Corte Penale Internazionale Putin potrebbe essere chiamato a rispondere di essi davanti alla CPI, avendo l’Ucraina accettato la giurisdizione della CPI.

La CPI ha già aperto un’indagine per Crimini di guerra, il primo passo la raccolta delle prove per sostenere l’accusa in giudizio anche se condannati i comandanti russi possono essere tecnicamente arrestati solo sul suolo di uno Stato che riconosce la giurisdizione della CPI quale l’Ucraina. 

Putin e i suoi comandanti, come sancito dallo Statuto della Corte Penale Internazionale, sarebbero processati personalmente dopo la raccolta delle prove per Crimini di guerra in Ucraina non implicando la responsabilità del singolo Stato che, come in casi analoghi precedenti, non è tenuto a pagare neanche le spese legali dei suoi Gerarchi.

Il pensiero va naturalmente alle guerre del secolo scorso e al principio dell’auto-determinazione dei popoli a decidere sulle sorti del proprio futuro e come affermato dal Presidente Mattarella

<< Vivere in pace è diritto di ogni persona, di ogni popolo. La collaborazione rappresenta lo strumento che la consolida >> lo ha evidenziato il Presidente Mattarella nel discorso pronunciato in occasione della XIV Conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici d’Italia.

La Russia è uno Stato aggressore e pertanto si assume le responsabilità di aver scelto la via militare piuttosto che quella della diplomazia. Lo scenario peggiore possibile è lo scoppio di una terza guerra mondiale che speriamo possa essere evitata.

La Corte Penale Internazionale è un tribunale di ultima istanza ed interviene come in Ucraina sui crimini più gravi commessi dai singoli agenti criminosi, per esempio distruggere siti civili. Le immagini e le testimonianze che arrivano dall’Ucraina portando alla conclusione da parte della comunità internazionale che ben ha fatto la Corte Penale Internazionale ad attivarsi e a cominciare l’istruttoria contro Putin e i suoi comandanti.

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