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Ormai avevo da tempo dimenticato cosa volesse dire sentirsi felici. Sentirsi parte di un qualcosa di esistente, sentirsi vivo. Vivo.
Ardere di vita, brulicare voglia, produrre passione.
Vita. Vita. Vita.

Un gioco di colori, ossessioni, verità nascoste e mai svelate. Un gioco di parole, un gioco di fuochi, d’acqua, di follie, di sorrisi, di lacrime, di scie di stelle velate dalle nuvole bianche.
Avevo da tempo rimosso quella mia voglia di trarre a me ciò che longevo svaniva in un diaframmatico soffio intenso, ma allo stesso tempo debole e fiacco.

Ho trovato quella ragione, quella piccola ragione che è riuscita a trasformare quelle mie grigie lacrime inespressive in qualcosa di luminoso, in qualcosa di indissolubile, di eterno. Ho trovato quella ragione per cui i raggi di sole risvegliano le mie palpebre nella brina mattutina; la ragion per cui ogni notte osservo imperterrito le stelle, quel fascio di lumi, di intensità collocate in modo sparso nel cielo notturno.

Fortuito trovai la scia di lumi dei tuoi passi, quei passi che ancora descrivono il mio passaggio dal terreno al sublunare. Passi che con fatica seguo, con fatica, con voglia, con aggressività.
Una strada piacevolmente in salita, non scoscesa, in terriccio rosso, bruciante i miei piedi di sangue.

Ma stolto pensando al nulla, dinanzi a me ritrovai gli occhi di quell’essenza divinamente splendida e magicamente impossibile. Quegli occhi così espressivi, scrutatori, felici del poter essere vivi. Lacrimanti, sorridenti, spensierati, riflessivi. Gli occhi di cui mi sono innamorato. Il suo sguardo, il suo corpo, le sue labbra, il suo profumo, i suoi capelli.

Stolto ancora, pensai di poter richiamare quello che una volta andò inevitabilmente perduto. Pensai di poter ricreare la mia atmosfera, la nostra atmosfera che riuscimmo a creare tempo fa sulla collina di un parco, tra l’erba rigogliosa di un campo incolto, tra le chiacchiere, gli sguardi al velo nero, le occhiate imbarazzate, la voglia di baciarla, la voglia di poggiare le mie labbra sulle sue morbide, le sue labbra di velluto.

La voglia che dentro di me ardeva, la voglia che bruciava, la voglia di poter toccare e carezzare la sua pelle, la sua pelle così candida, così compatta e morbida. Quella voglia che ancor’oggi mi porta alla follia più pura. La voglia matta di poterla stringere al mio petto mentre chiude i suoi occhi, mentre sento sussurrare all’orecchio le parole più dolci che io abbia mai potuto udire.
Il suo sorriso, le sue risate, i suoi modi di dire. Quanto avrei voluto baciare fin da subito quelle ciliegie, appena colte, appena curate. Quanto vorrei aver concluso quell’insolito abbraccio mattutino, quell’abbraccio che ci teneva vicine le guance. Il suo abbraccio. Il mio raggio. La mia luce.

E forse questa è la realtà che da sempre ho sperato di poter vivere in prima persona. Una realtà innovata, rinnovata, con la voglia continua di stupire e di andare avanti. Una volontà che scorre con i flussi contemporanei, contemporaneamente.
Ormai da tempo avevo dimenticato cosa significasse voler sacrificare il proprio tempo per qualcuno. Di sentire di poter vendere la propria anima a chiunque pur di proteggere la vita di quel qualcuno. Di potersi sentire responsabile delle azioni commesse, delle azioni mai commesse. Delle frasi, bugie, promesse.

Avevo ormai da tempo rimosso il significato dei sorrisi. Sorrisi come avventure, come azioni. Sorrisi come esperienze, come continue esperienze. Sorrisi come vita. La vita come ciclo infinito di emozioni, dalle lacrime del lutto ai sorrisi di nascita. La vita come sapere personale di poter amare liberamente. Di poterla amare liberamente. Di poter amare lei, lei e solo lei senza alcun vincolo.

Lei. Solo lei. L’amore che mi ha permesso di non piangere per il negativo. L’amore che io amo. L’amore che mi cura, mi rifocilla. L’amore che chiunque conosce come protezione, come un susseguirsi continuo di emozioni. Solo lei, lei con me, nel suo, nel mio letto. Io e lei.
Io e lei.
Quello che siamo, che dall’inizio siamo sempre stati.

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Caporedattore Cogitanda per l'A.A. 2017/2018