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Sei tipo da caffè doppio o latte scremato? La colazione dei campioni secondo Edoardo Ferrario.
«La colazione dei campioni di Edoardo Ferrario prevede molti zuccheri, sono uno che non concepisce la colazione salata. La mattina sono assolutamente uno da biscotti, ma anche proprio fettona di torta. E poi un abbondante caffè, direi proprio caffè doppio».

Nella tua webseries “Esami” impersoni vari tipi di studenti, ma nella realtà hai studiato giurisprudenza. Come sei passato dal mondo della legge a quello opposto della comicità?
«In realtà, io ho iniziato i due percorsi parallelamente: ho iniziato a fare il comico proprio il primo anno di università, nel corso del quale ho scritto i primi testi comici e ho iniziato a fare delle serate a San Lorenzo e a Trastevere, cose piccole ovviamente, di 5 minuti, ma mi è servito per iniziare e creare, così, un rapporto con il pubblico: tutti spettacoli rigorosamente dal vivo. Nel 2010, c’è stata quella che possiamo definire una “svolta, quando ho scritto il mio spettacolo di un’ora: quella sera ho fatto i miei pezzi al Cinema Palazzo a San Lorenzo e, in quell’occasione, mi ha visto Sabina Guzzanti, la quale mi ha chiesto di partecipare al suo spettacolo “Un Due Tre Stella” e, così, è iniziata la mia prima esperienza televisiva. Inoltre, lo studio della giurisprudenza esorta a fuggire da ogni schema e a liberare la fantasia, come ti potranno confermare molte persone che la studiano».

Quindi Sabina Guzzanti è stata un po’ il tuo talent scout?
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Si, lei è stata la prima persona che mi ha notato, tra l’altro in una situazione molto bella e spontanea. Ha fatto quello che dovrebbe fare un vero talent scout: è andata a vedere dei giovani ragazzi che si esibivano in un teatro. Lei ha creduto davvero in me e mi ha portato in televisione, in un programma in prima serata. Io la ringrazierò sempre per questa grande opportunità che mi ha dato».

Quindi il tuo video preferito è quello sulla facoltà di giurisprudenza?

«No, In realtà non è così. Guarda, inutile dire che a me, ovviamente, i video piacciono tutti, per varie ragioni. Però le mie puntate preferite sono economia e architettura. Economia perché è divertente il personaggio dell’“assistente assente”, mentre architettura è quella che mi dà più soddisfazione perché è la più complessa e mi piace molto com’è venuta: dalla scrittura, alla regia, al personaggio…».

Come ricordi gli anni dell’università: terrore o malinconia?
Direi terrore. Sono stati anni molto impegnativi per me, in quanto giurisprudenza è una facoltà molto pesante. Ovviamente, poi, ricordo anche momenti divertenti, anche perché ho tanti amici con cui abbiamo fatto l’università insieme. Tuttavia rimangono ricordi terrificanti, come nottate passate a studiare materie incomprensibili, quest’ansia degli esami che incombono: una situazione che si reiterava e che poi mi ha portato anche a scrivere la serie, che è stata anche un modo per esorcizzare questa tensione. Mi ero reso conto che gli esami si prestavano per loro natura a degli sketch grazie alla loro struttura naturale che rispecchia le fasi di uno sketch comico: un inizio sempre uguale, uno svolgimento e un finale che non è mai scontato. Quindi, data questa predisposizione, ho utilizzato la mia esperienza universitaria e la mia voglia di fare il comico per scrivere la serie».

Gli esami non finiscono mai: qual è la prova più grande che hai dovuto affrontare nella tua vita fino ad oggi?
«Ma guarda, forse le serate dal vivo. Ogni volta è una grandissima prova perché, devo dire che, l’emozione che hai prima di salire sul palco è davvero grande. Forse, proprio la prima serata che feci, poiché la prima volta che ho debuttato con il mio spettacolo per me è stata molto importante…insieme, forse, a Procedura civile 2».

Il tuo percorso è inverso rispetto a quello di molti tuoi colleghi: perché dalla tv al web?
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Capisco quello che dici perché, appunto, io ho iniziato dalla televisione e oggi accade il contrario, il punto di partenza è il web per poi arrivare in tv. Però, in realtà, ho iniziato dal teatro, poi sono passato alla tv e, quindi, al web.
Il mondo di YouTube è stato scelto perché, avrei potuto presentare la serie anche in tv, ma mi spaventava molto la perdita del controllo sul prodotto stesso e, inoltre, i tempi delle decisioni della tv sono infiniti, cosa che mi ha fortemente scoraggiato. D’altra parte, sapevo che metterla su YouTube era la scelta giusta perché il pubblico era lì, gli universitari sono sul web. Senza contare che, in primis, quando l’ho scritta, ero un universitario anche io e avrei tanto voluto vedere una web series scritta da un “interno”. Per questo, il web è stata la scelta più funzionale a quello che avevo scritto e, poi, infatti, si è anche dimostrata la migliore. Magari, se fosse andata in televisione, sia io che tutta la troupe avremmo avuto in tasca due lire ma non avremmo avuto la visibilità che abbiamo adesso grazie al web.

Spesso vieni definito come un “bravo imitatore”, ti riconosci in questa definizione?
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Sicuramente è una definizione in cui mi riconosco perché l’imitatore è una sfaccettatura del comico, è un dei tanti ruoli del comico, nonché una delle prime cose in cui ti cimenti all’inizio: io già da piccolo provavo a fare le imitazioni, praticamente è stata una deformazione che ho avuto sin da subito.
Tutti i personaggi che ho fatto sono ispirati a qualcuno che ho conosciuto, mischiati ad elementi aggiuntivi. Di base, comunque, si parte sempre da qualcosa che ho visto e che mi ha divertito: o miei amici, o persone che ho conosciuto nel corso della mia carriera universitaria. Molto spesso, nei live, mi ispiro a qualcuno che conosco ma, ovviamente, il pubblico non lo sa: da mio zio a persone che ho solo sentito parlare. Altre volte ci metto del mio, basta pensare al professore di filosofia con quel suo strano modo di muovere le mani… La gestualità di molti personaggi è legata alla voce, io parto sempre da questa perché credo dica moltissimo, poi da lì viene tutto il resto. Per “Esami” ho lavoro con la costumista e la truccatrice per decidere anche il look che dovevano avere i personaggi».

 

Gli attori, in particolare quelli comici, devono avere una grande consapevolezza di sé stessi per potersi prendere in giro: Tu cosa pensi di Edoardo Ferrario?
«Cosa penso di me? Ma guarda, ti posso dire che io sono contento di quello che sta succedendo perché mi piace fare il comico, anche perché ho sempre voluto farlo. Scuramente, quello che fatto fino ad adesso è solo una piccola parte, ne sono soddisfatto, ma ci sono ancora tantissime cose da fare».

Ci puoi svelare qualche progetto futuro?
«In questo momento sto scrivendo dei nuovi sketch per un progetto più grande che per ora rimane segreto…Naturalmente vorrei approfondire la serie “Esami” realizzando degli spin-off sui vari personaggi. Quindi, la serie continuerà, ma sarà basata sui singoli personaggi già esistenti».

Alla Luiss ci sono tre facoltà: economia, giurisprudenza e scienze politiche. Io appartengo a quest’ultima ed è l’unica che non hai raccontato nei tuoi video. Mi sento un po’ discriminata, come ti difendi?
«Io la puntata di Scienze politiche io l’ho scritta, non siamo riusciti a girarla perché era molto complessa. Ti dico di più: la puntata è nel mio computer. Quindi, o lo hackerate per leggerla o aspettate che la giriamo. Ci potrebbe volere parecchio tempo, ma comunque la puntata c’è. Considera che, se dovessi girare nuove puntate sarebbe la prima ad essere realizzata».

 

 

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Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.