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Riflessione per i 25 anni dalla caduta del muro di Berlino 

Chi ama la storia sa che questa non è fatta solo di date e giorni da ricordare, ma senza dubbio il 9.11.1989 deve essere una data da non dimenticare, oggi più che mai.

La caduta del muro di Berlino è uno degli eventi più importanti degli ultimi decenni. Libertà, democrazia e speranza nel futuro: ecco che cosa avevano a cuore i berlinesi, che nella notte del 1989 superavano il varco che divideva Berlino in due parti.

Il muro aveva significato morte e povertà per molti. Più di cinquemila persone provarono a superarlo, durante i terribili anni della guerra fredda, per cercare di ricongiungersi con i propri cari; moltissimi rimasero uccisi, moltissimi sparirono nella notte e di loro non si seppe più nulla.

La caduta del muro rappresentò un momento di gioia non soltanto per i berlinesi ma anzi tutto il mondo e tutti i cittadini europei videro in quest’evento un segno di svolta, la fine di degli anni bui, ma innanzitutto e soprattutto la vittoria dell’ideale democratico e pluralista.  E’ anche vero che il crollo del muro per molti, soprattutto chi faceva parte di una vecchia generazione, rappresentò la fine di delle certezze, il crollo del comunismo che aveva rappresentato per alcuni un sogno, un ideale in cui credere fedelmente (come mostra il film “Goodbye Lenin” in maniera impeccabile) e presente in Europa per quasi un secolo.

Da quel momento si incominciò a costruire l’Europa. Si incominciò a credere e a vedere possibile una fattiva Unione in Europa, non solo (come oggi si ritiene banalmente) monetaria, ma anche politica e ideale. Un’unione che non doveva eliminare le diversità delle varie nazioni, ma doveva valorizzarle.

Eppure il sogno dell’Europa, il sogno che a quei berlinesi felici aveva fatto scaldare il cuore non sembra essere più il nostro sogno. Sono solo di oggi le parole dell’ex leader dell’URSS Gorbaciov che dicono “Il mondo è sull’orlo di una nuova guerra fredda”. La situazione in Ucraina sembra infatti peggiorare sempre di più e pian piano si sta edificando un altro muro, un’altra divisione.

Allo stesso tempo la situazione economica su cui si basa l’UE sembrano fare vacillare la speranza di molti cittadini comuni e anche in molti partiti, che conducono i loro programmi contro l’UE, nel sogno dell’Europa unita. E quindi a venticinque anni dalla caduta del muro siamo circondati di anti-europeismo, anche all’interno dello stesso parlamento europeo. Sembra che ci si sia scordati che unione significa libertà, che l’unico modo per risolvere i problemi è risolverli insieme.

L’Europa è stata divisa per secoli, è stata accecata da i nazionalismi e la gente non è stata libera. La libertà che abbiamo oggi di potere andare dovunque senza problemi, di potere essere tutelati all’ interno dell’UE è stata conquistata con il sangue di molti e per questo oggi più che mai non dobbiamo scordare cosa ha significato il 9.11.89, per non perdere e distruggere quello in cui molti prima di noi hanno creduto e sperato.

Dunque oggi festeggiamo insieme il giorno in cui si è sperato in un sogno e si ha provato a farlo divenire realtà, cercando anche noi di farlo realizzare sostenendo l’idea di una vera Unione in Europa.

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