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Le stracittadine sono le partite che portano all’estremo l’Amore per la propria squadra e l’odio (sportivo, s’intende) per gli eterni rivali, quei “cugini” che nelle giornate da Derby spariscono e smettono di esistere, per non lasciare traccia di qualsiasi tipo di legame con lo storico rivale. Chiaramente, come tutti gli altri più o meno grandi in giro per l’Italia, non fa eccezione il Derby di Genova, spostato a causa delle cattive condizioni meteorologiche di Sabato ad un insolito orario pomeridiano di un qualunque martedì di Champions. Per dare un’idea dell’importanza della partita ci serviamo di una citazione di un allenatore che ha lavorato a Genova, purtroppo rimasto senza nome, che un giorno disse: «A Genova conta solo il derby. Se non lo vinci è come rapinare una banca ed accorgersi di aver portato via una valigia piena di stracci». Il Derby della Lanterna come lo conosciamo oggi nasce nel 1946, prima di quella data infatti, il Genoa (club più antico d’Italia) aveva giocato la stracittadina con altre squadre che si succedettero nel tempo: Andrea Doria, Sampierdarenese, Liguria e Dominante. Proprio nel 1946, dall’unione di Andrea Doria e Sapierdarenese nacque la Sampdoria, che da quel momento divenne l’unica rivale cittadina del Genoa.

Fondato il 7 Settembre 1893, il Genoa Cricket and Football Club è il club Italiano che vanta il più antico documento scritto attestante la nascita. Con una grandissima tradizione storica alle spalle conta nel proprio palmares, tra gli altri, 9 scudetti (ultimo nel 1924) e 1 Coppa Italia (1937). Il recente passato è stato forse il periodo più difficile per il club Rossoblù, relegato nelle categorie più basse del nostro Calcio professionistico sia per demeriti sportivi che, purtroppo, per le vicende di calcio scommesse che noi tutti conosciamo. Dal 2007 è tornato stabilmente in Serie A e, visti i recenti risultati, non sembra intenzionato a lasciarla per parecchio tempo. Un club con una storia così importante alle spalle ed un così roseo presente non può non avere una tifoseria all’altezza della situazione: il tifo Genoano della Gradinata Nord è universalmente riconosciuto come uno dei più intensi d’Italia, tanto da far prendere la decisione alla società Rossoblu di ritirare la maglia numero 12 in onore della tifoseria presente in ogni occasione ed in ogni categoria che, simbolicamente, la indossa ad ogni gara. A testimonianza di questa fede così profonda e viscerale si ricorda una citazione di uno dei tifosi più illustri della storia Genoana, che un giorno disse: «Al Genoa avrei scritto una canzone d’amore, ma non lo faccio perché per fare canzoni bisogna conservare un certo distacco verso quello che scrivi, invece il Genoa mi coinvolge troppo». La citazione è del grande Fabrizio De Andrè.

Inizia nel 1946, invece, la storia della Unione Calcio Sampdoria, ed inizia subito in Serie A visto che ha ereditato la categoria dalle due squadre di cui sopra, la cui unione ha dato vita alla nuova squadra Blucerchiata. Il periodo di maggior splendore arriva dal 1979 con il nuovo Presidente Paolo Mantovani: sotto la sua gestione la Samp gioca benissimo guidata dall’indimenticabile (e molto caro alla Gialappa’s Band per le sue citazioni storiche) Vujadin Boskov. Vince uno storico scudetto, 4 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe e 1 Supercoppa Italiana, riuscendo a lanciare un’intera generazione di fenomeni: Gullit, Mancini, Vialli, Pagliuca, Zenga, Seedorf, Mihajlovic, sono solo alcuni degli innumerevoli talenti passati da quella sponda di Genova. Il momento di maggior splendore in campo internazionale arriva il 20 Maggio 1992 a Wembley, quando in finale di Coppa dei Campioni solo una punizione di Koeman nei supplementari fece crollare i Blucerchiati contro il grande Barcellona di Cruijff. Nei successi di quegli anni in giro per l’Italia e per l’Europa la corazzata Sampdoriana era accompagnata da una marea di tifosi, addirittura 30mila a Wembley, praticamente l’intera Gradinata Sud in trasferta. Un vero gruppo di Fedelissimi che non abbandona mai la Sampdoria, nemmeno nei momenti peggiori del passato, il più clamoroso quello che ha visto il passaggio della squadra dai preliminari di Champions League alla retrocessione in Serie B nel 2011, ma come ama dire l’attuale tecnico Doriano Sinisa Mihajlovic “Nella sua storia la Samp è anche caduta, ma si è sempre rialzata”. La leggenda vuole che si debba proprio alla tifoseria Blucerchiata l’invenzione del termine “Ultras”, che non sarebbe nient’altro che l’acronimo (davvero molto amichevole) di Uniti Legneremo Tutti i Rossoblu a Sangue, se mai ci fosse bisogno di ulteriori conferme della rivalità.

La stracittadina è l’inevitabile coronamento di una rivalità splendida e leale, che da vita ad uno dei Derby più sentiti del mondo, giocati in uno Stadio (il Luigi Ferraris o Marassi) British e stupendo, da due delle squadre rivelazione di questo campionato, da tutti bistrattato e considerato in calo, ma che sa ancora regalarci spettacoli mozzafiato animati da grandi giocatori, Presidenti sopra le righe e splendidi tifosi.

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Caporedattore Sport Cartaceo per l'A.A. 2017/2018