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Terzo appuntamento del mondiale MotoGP, circuito di Austin, in Texas. Vince Marquez, ma Rossi balza in testa al mondiale. Il copione della gara è lo stesso da cinque anni, Marquez domina e gli altri piloti si alternano sul podio. Ha fatto un weekend di gara perfetto, coronato con il cosiddetto hat trick e cioè pole position, la 67esima della carriera, vittoria, 30esima in MotoGP, e giro veloce, il primo in stagione. Ha gestito la gara con molta attenzione e consapevolezza nei suoi mezzi, scegliendo gomme più dure, sia all’anteriore che al posteriore, aspettando il momento giusto, poco dopo metà gara, per sorpassare il suo compagno di squadra Pedrosa, portarsi in testa ed aprire un gap di 3 secondi che gli ha permesso di arrivare “tranquillo” al traguardo. Dietro di lui si classifica il vecchietto Valentino Rossi, che ancora una volta stupisce lui stesso e tutti noi. Dopo il difficile precampionato, tornare dalle tre gare extraeuropee leader del mondiale era un miraggio per il dottore, ma la costanza di rendimento, tre podi su tre, l’aver trovato finalmente un buon setting di base e gli errori dei suoi rivali, Vinales in America e Marquez in Argentina, hanno favorito il pilota italiano. A differenza delle gare precedenti, ad Austin Rossi ha fatto un fine settimana solido, stando ai vertici in tutte le sessioni di prova. L’altro alfieri di casa Yamaha cena il primo zero della stagione. Vinales è caduto mentre cercava di stare aggrappato al gruppo dei primi, facendo svanire cosi la speranza di centrare la terza vittoria consecutiva. La caduta gli fa abbandonare momentaneamente anche la leadership del mondiale, passata in mano a Valentino Rossi. Nella gara americana è tornato il vero Pedrosa, un pilota che ha grandi numeri, ma per via di sfortune ed infortuni non ha mai dimostrato il suo vero valore. Ad Austin, lo spagnolo dell’Honda è stato in testa per metà gara, salvo poi cedere ai colpi di Marquez prima e Rossi poi. Oltre a Vinales le nota negativa del Gran Premio a stelle e strisce è la Ducati. Nonostante il circuito favorevole alla Desmosedici (sempre a podio nelle precedenti edizioni) sia Dovizioso che Lorenzo sono stati in difficoltà dal venerdì alla domenica, concludendo la gara con oltre 15 secondi di distacco dal vincitore Marquez.

Tre su tre. Dopo il primo successo in carriera ottenuto in Qatar, dopo la vittoria in Argentina, ecco il trionfo negli Stati Uniti, ancora una volta per distacco: il sogno di Franco Morbidelli continua. Dopo i primi giri di bagarre con Pasini ed il piccolo Marquez, il pilota della VR46 Riders Academy scappa e vince in solitaria, eguagliando così Daijiro Kato, che nel 2001 era stato l’ultimo ad ottenere 3 vittorie di fila nella classe di mezzo. Dietro di lui si piazzano un solido Thomas Luthi ed un ritrovato Nakagami. Ottime le prestazioni degli altri italiani, con Corsi che chiude settimo e Marini decimo. In Moto3 torna a sorridere Romano Fenati. Il pilota di Ascoli vince per distacco su Jorge Martin e Fabio Di Giannantonio, pilota del team Gresini. Per il pilota del team Marinelli Rivacold è il secondo successo consecutivo sulla pista americana. Gara straordinaria di Enea Bastianini e Nicolò Bulega, che dopo l’avvio di stagione non facile, chiudono in prossimità delle posizioni nobili. Joan Mir, primo in campionato, è fuori dalle prime cinque posizioni.

Dalla prossima gara si torna in Europa, a Jerez de la Frontera, uno dei circuiti più belli in calendario. La gara spagnola inaugurerà la stagione europea di MotoGP e, a detta di alcuni piloti, si tornerà a respirare il tifo dei veri appassionati. Sarà la prima di una serie di gran premi su circuiti storici e la stagione inizierà ad entrare nella parte cruciale. Le premesse ci sono, ora non ci resta che aspettare…

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