Contatti

Viale Romania, 32 - 00196 Roma - Italy

Sentiti libero di contattarci!

“How do you spell Pelé? G-o-d!” l’apertura del Sunday Times dopo la finale dei Mondiali di Mexico 70 è forse più di un semplice titolo giornalistico,racchiude il senso di quello che un uomo possa rappresentare in una sfera quasi religiosa come quella calcistica. Una divinità,un idolo, un mito o semplicemente il calcio brasiliano, Pelé è tante cose, calciatore,ma non solo, fenomeno,ma anche sinonimo di un movimento sportivo, una leggiadra danza con il pallone tipicamente brasiliana, di cui il nostro è stato portatore sano. Anche la data non è casuale; Edson Arantes Do Nascimento ha appena vinto il suo terzo mondiale con la maglia del Brasile: mai nessuno come lui. Semplicemente nella storia (che lo ha proclamato calciatore del secolo) lui ci è entrato cosi, un campione che riesce in una tale impresa, primo modello di fuoriclasse ammirato dalle folle.

pele brasiles mondiali italia 4-1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per mezzo secolo chiunque, dagli esperti di settore, a colleghi o semplici tifosi, ha sempre confrontato il brasiliano con un altro genio assoluto del calcio dell’ultimo secolo, ossia Maradona, un confronto che vale da solo il valore e la grandezza della Perola Negra.Probabilmente la sua vera consacrazione è il mondiale del 1958 in Svezia ,dove un giovanissimo ragazzo di 17 anni (si avete letto bene) proveniente dal Santos mette in mostra tutto il suo talento. Uno così non può che essere appetibile per tutti i più grandi club del mondo: la classe è sconfinata, viene dal Brasile terra di futebol e piace moltissimo ai tifosi. Ma qui addirittura interviene il Governo federale che,pensate un po’, lo dichiara “tesoro nazionale”, e così la storia di Pelé si lega eternamente alla sua terra, al suo Santos e alla sua nazionale.Torniamo al 1970; Messico, 12 anni e 1000 gol dopo quel trionfo in Svezia Pelé sta per affrontare il suo ultimo torneo intercontinentale, lui è ovviamente trascinatore e protagonista: assist e gol rifilati in ogni partita e finale vinta contro l’Italia, 4-1, con suo gol e due assist. Sì,noi Italiani non abbiamo molti buoni ricordi da quella partita, ma un ragazzo della nostra nazionale qualcosa da dire ce l’aveva; Tarcisio Burgnich, all’epoca difensore pilastro della selezione azzurra e dell’Inter, in quell’occasione ebbe proprio il non semplice compito di marcare O Rei, alla fine disse: « Prima della partita mi ripetevo che era di carne ed ossa come chiunque, ma sbagliavo ».

Un grande campione semplicemente lo riconosci da quello che pensano chi l’ha davvero sfidato, uomini che di fronte a lui hanno potuto perdere,ma rimanere lo stesso ammirati. Il più grande calciatore della storia del Brasile, uno dei simboli più luminosi del calcio oggi compie 75 anni, tre quarti di un secolo la cui storia calcistica è stata in  parte scritta proprio da lui. Detrattori ne ha avuti tanti, e tanti ne avrà, ma di più coloro che ne hanno amato le qualità e la capacità ad usare quel prodigio divino che aveva ai piedi.  Feliz Aniversario Pelé!

 

Share:

contributor

Studente di Scienze Politiche, sempre alla ricerca di novità e amante dell'attualità mediatica. Nella speranza di poter far coincidere la mia passione per i viaggi con la creatività giornalistica