uno
Uno.
Un solo giorno. Ne basta uno per far sì che i miei occhi indichino un unico punto. Eppure, penso che un anno sia abbastanza, a tal punto da far sì che la settimana passi veloce.
Un gruppo di persone. Un tram. Una metro. Eppure, il chiodo in testa rimane sempre uno solo.
Mi adagio sempre allo stesso modo, su una sedia nera con un paio di occhiali annebbiati dal tempo. Una penna, un foglio, un’idea in testa pronta ad essere stravolta.
Coloro sempre con lo stesso sguardo l’unica realtà che cammino, che calpesto con la frustrazione dello stesso anno, dello stesso momento. Perché so che ti troverò sempre lì. Perché so che il mio cuore è uno solo. E che da solo, non riuscirà mai a trovare il coraggio di portarti in spalla.
Tu che con un solo sguardo hai preso me. Tu che hai impiegato un unico piccolo sforzo, per rendere intera una giornata.
Due.
Le ore che passo a cercare di deviare i miei due occhi. E mi sento così rimbambito. Come ad un bivio, senza poter mettere la freccia, per evitare l’incrocio.
Vorrei potertelo gridare, di quanto i tuoi occhi siano il motore unico di queste gambe, di queste braccia, di queste mani.
Vorrei potertelo confidare all’orecchio, di come rimango immobile sulle corde vocali, tentando di immaginare cosa potrebbe farti sorridere le labbra. Cosa potrebbe riempire di gioia la tua mattina, la tua sera.
Ho diviso a metà ciò che vivo giorno per giorno, dedicando la metà migliore a quella poca manciata di minuti ed un paio di secondi.
Due singoli attimi in cui il tuo semplice esserci, diventa realtà.
uno
Tutto.
Perché è tutto ciò che sei. Perché è tutto ciò che sei diventata da un semplice giorno, da un semplice gioco, da una semplice vita.
Perché è tutto ciò che ho sempre voluto. Perché la tua voce rende viva ogni piccola parte del mio quotidiano. E sebbene sia poco, è quanto basta per me, per poter sorridere con lo stesso sorriso del primo giorno.
Perché è tutto ciò che vorrei. Perché un paio di attimi non mi bastano. Perché un solo sguardo non mi basta. Ma anche perché una settimana intera non mi basterebbe. Non mi basterebbe neanche un piccolo attimo di tutto il futuro per poterti mostrare la tempesta che mi ritrovo dentro il cuore.
Perché è tutto ciò che avrei voluto. Perché una semplice confusione in testa non poteva rimanere una confusione. Perché un desiderio non poteva rimanere un semplice desiderio. Perché testardo come sono sempre stato, ho voluto forzare la mano e renderlo la realtà del mio quotidiano, fallendo.
Perché tutto ciò che avrei dovuto fare, sarebbe dovuto essere diverso. Perché avrei dovuto cancellare con la gomma le emozioni. Perché avrei dovuto smetterla di vederti così poco, perché avrei dovuto smetterla di desiderare così tanto.
Perché tutto ciò che adesso mi ritrovo, è un pugno di amarezza contro il petto. Una tosse languida. Un cemento armato al posto dei piedi.
Nulla.
Non avrei mai dovuto smettere di controllare me stesso.
Non avrei mai dovuto perdere ogni parte di me.
Perché per quanto un solo giorno, due occhi, possano essere tutto, sono la stessa identica sostanza che ogni sera accompagnano un vuoto incolmabile.
Un vuoto che sa di tutto. Un tutto che sa di te.