Orlando

Buongiorno, Onorevole Orlando. Lei ha concluso, da poco, il suo ciclo di Governo, questo lungo sforzo al servizio dei cittadini, da Ministro dell’Ambiente prima e da Guardasigilli poi. Sempre con profondo rispetto nei confronti dell’Istituzione che rappresentava , uno sguardo attento ai bisogni dei cittadini ed una grande determinazione. Aveva le idee molto chiare. Posso farle qualche domanda?

Buongiorno, certo!

Se dovesse riassumere, in una risposta, le ragioni della sconfitta del 4 Marzo, quali indicherebbe?

La destra ha elaborato un vero e proprio armamentario retorico, inefficace dal punto di vista concreto -uno scudo di cartone!- ma in grado di offrire rassicurazioni a chi è disorientato, in parte dalle crescenti disuguaglianze e in parte da uno generale spaesamento antropologico. Mentre noi davamo l’idea di essere indifferenti, la destra appariva più efficace nella difesa dal cambiamento, ma lo sbocco rischia di essere illiberale!

Secondo lei, il rifiuto pregiudiziale, così apparso, anche solo di aprire un tavolo di confronto con i 5 stelle, e’ stata una scelta giusta? Si poteva fare diversamente?

Si doveva fare diversamente. Bisognava fare una verifica per motivare, in modo empirico e trasparente, “il perché si o il perché no” di un possibile accordo. Si’, anche la semplice ricerca di un accordo politico -non un contratto-  poteva essere utile, anche per fare esplodere le contraddizioni all’interno del Movimento Cinque stelle, che è un unicum nel panorama europeo, anche nel paesaggio populista.

Le sinistre, in Italia, sono state spesso più di una, ma quasi mai sono state unite. Penso all’esempio, estremo, di socialisti e comunisti. Questo è un problema anche oggi ?

Questo è un problema sopratutto oggi. Perché, in un momento in cui c’è un disorientamento così forte, proposte diverse non significano necessariamente maggiore rappresentanza.
Inoltre, anche a livello europeo, dove si svolge una buona parte del dibattito politico contemporaneo, le differenze storiche -tipiche della sinistra- tra radicali e riformisti sono molto meno attuali di quanto non fossero in passato.

Tra le moltissime cose fatte da Ministro della Giustizia, ce n’è una che avrebbe voluto realizzare ma che, per mancanza di tempo, non le e’ riuscito di fare?

Ce n’è una, in particolare, che ho iniziato e che confido sarà portata a termine, perché mi sta molto a cuore. E’ la riforma del sistema penitenziario. Da un punto di vista più generale, avrei voluto iniziare i lavori per una riforma del funzionamento del CSM.

Si ringrazia la disponibilità dell’Onorevole Orlando a nome di tutta la redazione