StuDocu: il business di appunti più gratis della storia

Per qualcuno, non da qualcuno

Per qualcuno, non da qualcuno

La definizione che troviamo su Wikipedia di Startup è “una nuova impresa nelle forme di un’organizzazione temporanea”; al contempo, l’enciclopedia Treccani ci parla di una “fase iniziale di attività di una nuova impresa”. Tirando le somme, possiamo dedurre che il fulcro stia nell’iniziare qualcosa e buttarlo nel mercato.

Oggi sotto il tetto Startup troviamo una rosa di settori tra i più variegati. Startup sul settore agricolo, agenzie di viaggi che vogliono standardizzare il proprio marchio in un brand e così via. Tra le new entry più singolari: StuDocu.

Come co-founders, 4 fantastici ingegneri meccanici che hanno completamente ribaltato la prospettiva di una carriera nell’ambito “calcoli di numeri e lettere” per sfociare nel campo dello Sviluppo, del Design, della Finanza e Business e del Marketing.

Per qualcuno, non da qualcuno

A che pro?

Come annuncia il nome stesso, StuDocu si propone di accorrere in aiuto degli studenti universitari (all over the world) bisognosi di appunti per svariati motivi.

Dalle difficoltà economiche in crescita ai più semplici professori che “non sanno spiegare” o sono soporiferi. Da qui, la via per non capirci the so-called “mazza” è straight forward. Essendo un team giovane, le memorie da studenti son per loro più che fresche e, avendo fatto esperienza dei pro e contro della vita universitaria, forte è la vocazione all’aiuto delle matricole.

 

In virtù del loro aim, nel 2013 i fondatori hanno creato una piattaforma online diventata poi la madre patria di appunti di ogni natura e ragione. Mano a mano la piattaforma è cresciuta e la famiglia si è allargata a 2.000.000 iscritti, tutti figli di StuDocu.

 

Qui di seguito la domanda più gettonata : “Ma si paga?” No.

Qualsiasi filantropo avrebbe potuto inventare un business su StuDocu, anzi, probabilmente un mushrooming di compravendita di appunti c’è già stato. Qui, l’idea è diversa.

E’ nata da un pensiero umile ed onesto: per qualcuno, non da qualcuno. Questo è lo scopo e l’accesso al sapere è gratis. Dovrebbe esserlo.

 

Headquarters ad Amsterdam con una squadra internazionale.  Dal Team Italy abbiamo Federica Viviani. Per i paesi anglofoni Taylor Houdsen, and so and so forth.

Attualmente, StuDocu abbraccia undici mila università con un sistema a prova di inetti: la barra di ricerca è pre-impostata per trovare università, libri di testo e materie. La parte divertente è che il team sopracitato non se ne sta bel bello al pascolo, ma provvede alla creazione di esercizi, domande e flashcards, costruiti sugli stessi documenti che gli studenti caricano.

Un lavoro tutt’altro che passivo direi.

E lo studente di buon cuore disposto a condividere la propria prole di appunti con l’umanità capisce che il progetto si basa sulla solidarietà.

Si sa che ogni studente nella preparazione di un esame partorisce un tesoro inestimabile da cui egli stesso studia. Come d’altronde si sa quanto lo stesso studente sia restio alla “statalizzazione” del frutto del proprio lavoro. Mi permetto qui di intervenire dicendo che, al di là del principio stesso del dare su cui si fonda l’iniziativa, ogni studente, che sia iscritto o meno e che dia un contributo o meno, può usufruire dei beni nella piattaforma miracolosa.

Non concepite il vostro lavoro come un do ut des, pensate piuttosto che siamo tutti imbarcati nello stesso mare. Qualcuno ha più scialuppe degli altri, è vero. Ed è proprio a tal proposito che deve nascere cooperazione.