Siete mai stati in Tennessee?

Chi ha votato per Donald Trump presidente?

Lì dove le luci del progresso sembrano così distanti, lì si è fatta la storia mondiale di questa notte che ha portato all’elezione di Donald J. Trump a 45esimo Presidente del Paese più influente del mondo.

Ma di chi è la vera vittoria? Chi ha giocato a favore? Il nuovo continente sembrava così inattaccabile da demagogia, populismo e razzismo per chi l’ha osservato sempre dall’esterno. Il sogno americano era ancora vivido nella maggior parte della popolazione dell’intero globo, un sogno di democrazia e rivincita: quello del self made man che il vincitore rappresenta in toto. Nonostante ciò, chi ha saputo guardare il popolo a stelle e strisce con criticità, aveva già osservato che il fenomeno Trump faceva scalpore, rendeva il popolo sempre più curioso, più interessato ed appassionato al cosiddetto ‘palazzinaro del Queens’ a prescindere dal contenuto di comizi e di dichiarazioni. Dichiarazioni impensabili a Wall Street, come a Tribeca, a Downtown LA e negli stati dell’Ivy League, dove l’ex Segretario di Stato Clinton ha avuto la meglio. Ma perché oggi il divario democratici – repubblicani ci sembra così incolmabile? Le posizioni dei candidati erano opposte, i loro modi di fare politica anche. Una democratica di vecchio stampo e un repubblicano estremista che hanno fatto breccia nella parte di popolo che realmente li rappresenta: lei nelle grandi città e negli Stati più moderni, lui nei posti dell’entroterra in cui la fanno da padrone grandi distese di campi e uomini e donne delusi dal sogno americano. Sono loro i ‘veri’ americani, i più genuini rappresentanti di questo Stato: guardano con rancore gli immigrati senza ricordare di essere stati nella stessa situazione cinquant’anni prima, sono lontani dalle posizioni che concedono l’aborto e hanno il cristianesimo forte e presente nella loro vita. Sono la contraddizione rispetto al nostro concetto di progresso, al nostro ‘preconcetto’ di USA che ci spinge a vedere solo la New York cinematografica e la Los Angeles delle star.

Ma, per quanto duro da ammettere, bisogna riconoscere che stanotte hanno vinto i veri Stati Uniti d’America: lì dove le luci di Times Square sono così lontane.