Sei cose da sapere su Halloween

C'è chi crede sia un rito satanico, e chi ne approfitta per sfoggiare look "osé". Il realtà, il 31 ottobre ha un significato ben diverso da quello di una maratona splatter

Don Ruggero è il parroco di La Loggia, un comune italiano di circa 8.880 anime in provincia di Torino. Don Paolo, invece, sta a Grugliasco, sempre in Piemonte, sempre in provincia di Torino, ma lì di abitanti ce ne sono 38.000 circa. Parrocchie vicine, idee lontane. Il primo, infatti, ha affisso fuori dalla sua chiesa manifesti contro le “zucche vuote” e l’”Halloween Party” che sta per essere organizzato nella piazza principale del paese. Il secondo, al contrario, nella parrocchia di San Giacomo ha organizzato due grandi feste per ragazzi e bambini, scatenando le ire di alcuni fedeli indignati.

Pietra dello scandalo, ovviamente, Halloween, la festa pagana che divide gli italiani tra credenti bacchettoni e chi, senza nemmeno sapere bene cosa si festeggi, si sta attrezzando con trucchi e abiti demoniaci per andare “a ballare” in discoteca.

In realtà, quasi tutto quello che sappiamo sulla festività celebrata durante il 31 di ottobre, noi italiani più che dal catechismo l’abbiamo appreso dagli Stati Uniti e, in particolare, da Hollywood. Serie TV, film, cartoni animati, hanno portato nello Stivale streghe, vampiri, fantasmi, mostri di ogni genere. Non che in Italia non esistano festività legate ai santi o ai defunti, ma quelle si celebrano nei giorni successivi, e sono legate strettamente alla Chiesa.

L’halloween come lo conosciamo oggi, quello“alla americana maniera”, ha tuttavia radici ben più lontane, e spirituali. Sei punti per capirne il significato e non cadere nel baratro dell'”italiano medio”.

IL NOME La parola “halloween” proviene dalla locuzione inglese “all hallow eve”, ossia “vigilia di tutti i santi”. La parola che conosciamo oggi era inizialmente una variante scozzese, che con gli anni è entrata nel vocabolario comune. Dunque, niente di così differente dal nostro cattolico “ognissanti”, che viene celebrato il primo di novembre, il giorno successivo.

LE ORIGINI Nacque tra i Celti, popolazione dell’Europa precristiana. Per queste genti provenienti dalle isole britanniche, il 31 ottobre si celebrava Samhain, festa pagana anche conosciuta come “capodanno celtico”. Il nome viene dal gaelico Samain, che significando “fine dell’estate” o “novembre”, indicherebbe la conclusione della stagione del raccolto e l’inizio dell’inverno, della stagione più difficile. Durante questa notte, considerata magica, le anime dei morti tornavano sulla terra per frequentare i luoghi che erano stati loro abituali da vivi, e venivano quindi celebrati con feste e cerimonie gioiose.

GLI ANTICHI ROMANI Può sembrare assurdo, ma anche gli Antichi Romani celebravano il proprio, personalissimo “Halloween”. “Deorum Manium Iura Sancta Sunt” era una delle leggi delle XII Tavole, in cui si sanciva la sacralità dei Mani, gli dei della Morte. Il mese dedicato ai defunti, nel culto Romano, però, era febbraio. L’otto di novembre, tuttavia, venivano aperte le porte del Santuario di Cerere, divinità materna della terra e della fertilità, a Roma. Il santuario era caratterizzato da una profonda fossa circolare, il “mundus”, che costituiva un passaggio fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Da lì, in quel giorno, i defunti potevano tornare tra i viventi e aggirarsi indisturbati nella città.

TRICK OR TREAT Durante il Medioevo, una pratica popolare per la giornata di Ognissanti era la preparazione della “soul cake”, un dolce semplice, fatto di pane con decorazioni di ribes e uva sultanina. Nella tradizione chiamata “souling”, i bambini andavano di porta in porta chiedendo una fetta di torta. Per ogni fetta ottenuta, ciascuno doveva recitare una preghiera per un parente o un amico defunto, o per ringraziare coloro che avevano donato il dolce. Le preghiere avevano lo scopo di facilitare l’uscita degli spiriti dal purgatorio e arrivare così più facilmente in paradiso.

JACK O’ LANTERN La tradizione dell’intaglio della zucca –che inizialmente era una rapa-, alimento di stagione, risale alla storia di questo personaggio ormai mitologico. Jack, infatti, era un fabbro irlandese furbo e ubriacone. Una sera, egli incontrò il diavolo al pub. Il diavolo voleva la sua anima, ma Jack lo convinse a trasformarsi in una moneta in cambio di un’ultima bevuta. Passati dieci anni il diavolo tornò, e i due fecero un nuovo patto: libertà per il diavolo e niente dannazione eterna per Jack. Alla sua morte, però, l’uomo non fu accolto né in paradiso né all’inferno, dal quale il diavolo stesso lo scacciò lanciandogli un tizzone ardente che finì in una rapa, da utilizzare come lanterna. Da allora il fabbro gira senza pace alla ricerca di un rifugio.

CONTEA DI MEATH Scherzi a parte, si trova a nord di Dublino, nella provincia di Leinster, conta 134.000 abitanti circa, ed è il luogo dove per la prima volta venne celebrato il Capodanno Celtico. Il Meath viene informalmente chiamata the Royal county, perché al suo interno è situata l’antica Collina Reale di Tara, sede dell’High King of Ireland, e rappresenta forse la contea più impregnata di connotati storici e tradizionali della sua nazione, per la presenza di siti archeologici straordinari come Newgrange e Tara. Ogni 31 ottobre vi si celebra il “vero e proprio” halloween, com’era festeggiato dai celti, con una grande fiaccolata e riti tradizionali!