Attacco a Save The Children in Afghanistan

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Afghanistan, 24 Gennaio- Quest’oggi, alle ore 9 locali (5.30 italiane), a Jalalabad City è stata attaccata la sede dell’ONG “Save The Children”, che, basata a Londra, da oltre novant’anni si occupa di aiutare i bambini in paesi devastati da guerre, insurrezioni e calamità naturali.

In Afghanistan, la situazione è sempre più grave, e gli attacchi sempre più frequenti. Basti ricordare l’attacco kamikaze al Tabyan Media Center il 28 Dicembre dello scorso anno, dove le vittime furono 40, tutti civili, e ancora, quello più recente, di soli quattro giorni fa, all’Hotel Intercontinental di Kabul, un attacco da parte di un kamikaze e quattro uomini armati che durò ben 17 ore e che fece 43 vittime.

Quello di oggi è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi che hanno prodotto un elevato numero di vittime civili, ma tra questo e quelli precedenti vi è una sostanziale differenza, infatti, mentre gli altri due attacchi sopra citati sono stati reclamati dall’Isis, in questa occasione l’Emirato Islamico ha, forse onestamente, dichiarato di non aver nulla a che vedere con gli eventi riportati.

Sino ad ora sono due i morti e undici i feriti, ma il bilancio potrebbe crescere, infatti, nonostante la zona sia stata prontamente evacuata, all’interno dell’edificio stesso i militanti sono riusciti a prendere degli ostaggi e si trovano momentaneamente trincerati ai piani alti dell’edificio. Come anche in altre occasioni, per garantirsi l’accesso, gli attaccanti hanno utilizzato un kamikaze, per poi entrare e diffondere il panico. Un testimone- Mohammad Amin- ha raccontato di essere riuscito a fuggire saltando da una finestra, ma prima che ciò accadesse è riuscito a vedere un uomo, all’entrata dell’edificio, che si faceva strada con un lanciarazzi.

Nell’area colpita questa mattina non vi è solo la sede di Save The Children, infatti in vicinanza risiedono anche altre ONG e Uffici Governativi, il che rende possibile pensare che l’agenzia britannica non fosse il sito di interesse, ma essendo l’edificio ancora sotto assedio, le notizie rimangono incerte, come anche il numero di vittime.