Camminando per il lungo corridoio che distanzia i vari padiglioni della Fiera di Roma, è possibile imbattersi in una marcia dell’esercito dei “cloni” provenienti dalla galassia lontana lontana dell’universo di Star Wars; nell’area verde della Fiera si nota facilmente che guerrieri di mondi fantastici provano le loro armi per allenarsi, oppure c’è l’opportunità di chiedere una foto all’eroe del proprio fumetto preferito, letto tutto d’un fiato fino alla sera prima. Questo e non solo, è Romics, la rassegna internazionale del fumetto, dell’animazione, dei videogames, del cinema e dell’intrattenimento, tenutasi dal 6 al 9 aprile e giunta alla XXI edizione.

In particolar modo, l’arte del Fumetto è celebrata in grandi esposizioni allestite da scuole della Capitale dove quest’arte si studia e viene insegnata da professionisti rinomati, che si sono formati in Italia e che lavorano anche per grandi case editrici oltreoceano. In gran numero, poi, sono gli stand che offrono la più ampia gamma di scelta: dai popolari Manga giapponesi, ai nostrani fumetti della Bonelli Editore, fino ad arrivare agli intramontabili supereroi della Marvel e della DC Comics, che hanno raggiunto un’estesa fama anche grazie alle trasposizioni cinematografiche degli ultimi anni. Il legame che intercorre tra il Cinema e il Fumetto è molto forte: i due linguaggi, per quanto diversi tra loro, hanno dei punti di contatto: ad esempio, l’inquadratura in una vignetta agisce come l’occhio della macchina da presa cinematografica. In particolare, il Cinema collabora ormai da tempo con le grandi case editrici, specialmente americane, per realizzare prodotti fruibili dalle generazioni che sono cresciute con quei personaggi, e da quelle che cominciano ad approcciarsi a quel mondo: il successo è stato così ampio, la spettacolarità così grande, che la macchina non si è più fermata. Dalla carta, i personaggi hanno preso vita, anche se lo stesso pubblico, che aveva cominciato a leggere quelle storie e ad appassionarsi alle loro avventure, aveva già iniziato l’opera. Gli artisti che stanno dietro gli strumenti da disegno, che studiano l’atmosfera da creare in quella pagina di fumetto, sono gli stessi che in una rassegna, come Romics, è possibile vedere, quasi in un atteggiamento sommesso, lavorare dal vivo, e creare così un nuovo portale per l’immaginazione. E’ proprio questo uno dei punti di incontro tra il grande schermo e il Fumetto: far sognare il pubblico, raccontare una storia con un protagonista, il più delle volte un “outsider”, che soffre, ama, desidera, spera, ha le sue paure e ha bisogno di persone che lo aiutino.

In attesa dei prossimi adattamenti cinematografici (a giugno sarà nelle sale “Wonder Woman”, il nuovo film sulla supereroina, il cui fumetto festeggia i 75 anni), Romics conclude questa rassegna, per dare appuntamento alla XXII edizione: dal 5 all’8 ottobre 2017 si riparte.

Ilaria Negro