Povertà e abbandono: quando la discriminazione e’ doppia

Pubblico e privato insieme per un nuovo modello di sviluppo sociale

E’ il mondo diseguale. Sempre di più. Fatto per pochi. Lo sappiamo, ed è una cosa insopportabile, illogica.

Anche perché a pagarne il prezzo sono soprattutto i Poveri del Mondo, costretti ad emigrare attraverso mari e deserti – a volte anche più di una volta -, lontano da quelle realtà alle quali appartenevano, spazzate via dal surriscaldamento del pianeta.
Sempre più poveri, privati persino della possibilità di vivere in una casa vera. Di una povertà enorme, che elèva o distrugge, ma generalmente distrugge.

Ci sono, poi, condizioni nella quali la discriminazione è addirittura doppia.
Penso ai giovani, già costretti a fare i conti con un futuro sempre più incerto , il loro! E quando omosessuali, in certi casi, vengono allontanati dalle famiglie di origine a causa del loro orientamento sessuale.
Ai migranti e rifugiati, appunto, omosessuali. Agli anziani LGBT in condizione di solitudine e povertà. Alle persone transessuali e transgender, tra le più discriminate. Tanto che molti padroni di casa si rifiutano di affittare i propri immobili a causa del pregiudizio che lega transessualità e prostituzione.

A tutte queste persone di rivolge TO HOUSING, il nuovo progetto di co-housing sociale per accogliere persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) in difficoltà e in condizioni di estrema vulnerabilità. Offrendo loro un luogo sicuro per poter vivere, in una prospettiva di uscita dal disagio e di re-inserimetno socio-lavorativo. La permanenza media prevista, infatti, è di 8 mesi, anche se può essere estesa per completare, appunto, il percorso di autonomia degli utenti.

Un progetto di integrazione, questa sconosciuta, che è nato solo 4 mesi fa ma conta già 16 inserimenti, di cui 6 hanno già prodotto risultati occupazionali.
Ma anche di animazione sociale del territorio, di formazione, di progettazione europea, di iniziative culturali e di organizzazione di convegni e seminari.
A tutto questo si aggiunge la prima grande campagna a sostegno dell’introduzione del matrimonio ugualitario -anche- in Italia. Dopo gli esempi riusciti di Francia e Germania.

Il modello ha trovato il riconoscimento istituzionale, il 16 Aprile, presso il Senato della Repubblica, in una conferenza promossa alla Senatrice del PD Anna Rossomando, di Torino, Vicepresidente del Senato e donna della sinistra italiana.
E punta adesso, tramite lo scambio con le altre realtà regionali e nazionali, alla riproducibilità in altri contesti e territori.
Un modello virtùoso anche perché si fonda su una rete allargata di partner e collaboratori. Pubblici (Città di Torino, Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte e ATC) e privati (Philips, Medi.ca, Cooperativa Di Vittorio, IREN e Bentley).
Insieme per una nuova visione dello sviluppo sociale.

Perché nessuno si salva da solo.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.quore.org