PERCHE’ L’AfD HA (DI NUOVO) ESAGERATO

Il partito di estrema destra agli studenti: «denunciate gli insegnanti che fanno politica»

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E’ dall‘inizio del nuovo anno scolastico che in Germania si agitano polemiche su un tema estremamente delicato: politica e istruzione.

Il tutto è iniziato a metà settembre, quando l’Alternative für Deutschland, partito tedesco di estrema destra, ha creato l’«Iniziativa scuole neutrali Amburgo». Si tratta di un sito attivo ad Amburgo, a Brandeburgo, a Berlino, in Sassonia e nel Baden-Wuerttemberg con l’obiettivo di garantire «neutralità» nelle aule. L’Afd aspira ad estenderlo a tutti i laender. Su questo portale web studenti e genitori sono invitati a segnalare in via anonima insegnanti che si esprimano contro il partito stesso, o che promuovano le proprie visioni politiche in classe. Le espressioni indicate dal sito spaziano “da critiche dirette dell’AfD a contenuti didattici imprecisi o fuorvianti”.

Il sito include informazioni sul “Codice di neutralità” tedesco, che vieta agli insegnanti di indottrinare politicamente gli studenti. Gli studenti sono invitati a contattare l’AfD invece di rivolgersi ai collaboratori didattici o al preside, bypassando le istituzioni scolastiche e suggerendo, seppur implicitamente, una certa sfiducia in esse. Il partito sostiene di voler tutelare i ragazzi e «rafforzare un discorso democratico e libero» nelle scuole, ma la vicenda appare ai più come un tentativo di intimorire eventuali voci del dissenso.

Katarina Barley, ministra della Giustizia tedesca, ha difeso insegnanti e associazioni culturali che hanno paragonato l’iniziativa alle tattiche usate dalla polizia in tempo di dittatura a scopo repressivo; e chiedono la chiusura del progetto. Non meno dure sono state le parole delle principali sigle sindacali degli insegnanti tedeschi. Per Heinz-Peter Meidinger, presidente della Deutscher Lehrerverband, «si tratta di un tentativo di sfruttare gli studenti e di un’istigazione alla denuncia».

Il rischio di questa iniziativa è che potrebbe generare un clima di sfiducia reciproca e sospetto che mal si accorda con l’idea di Stato democratico. Sabine Fleischmann, presidentessa dell’Associazione nazionale dei docenti, ha sottolineato, alla radio Bavarese, la necessità per gli insegnanti di affrontare questioni politiche e temi controversi, per instaurare discussioni, senza paura, e insegnare ai ragazzi il valore della democrazia.

Lo stesso Udo Beckmann, a capo dell’Associazione tedesca per l’educazione e l’istruzione, rimarca l’importanza del presentare ai ragazzi punti di vista differenti e far sviluppare loro il pensiero critico. A suo dire, l’AfD starebbe cercando di “usare mezzi democratici per scopi anti-democratici”. Questa vicenda, però, è solo una piccola parte del puzzle.

Non è la prima volta che l’AfD è descritto come nemico della democrazia. Ma gli esponenti del partito parlano piuttosto di “alternantiva alla democrazia tradizionale”. La loro politica si è basata fin dal principio su populismo, xenofobia ed euroscetticismo. Con questi principi ha costruito una base elettorale di persone che non trovano risposte alle loro paure nei partiti più moderati. La virata verso il populismo, dopotutto, interessa gran parte dell’Europa, e non sembra voler rallentare.

La crescita di consensi per l’AfD è stata esponenziale. Entrato in Parlamento per la prima volta quest’anno, è stato il terzo partito alle ultime elezioni parlamentari. Nei più recenti sondaggi pubblicati da Infratest-Dimap il partito è arrivato a quota 16%, oscillando tra il secondo e il terzo posto nelle intenzioni di voto, mentre la maggioranza dei cristiano-democratici di Angela Merkel perde popolarità.

“La destra populista approfitta dell’attuale fallimento della classe politica e dei suoi rappresentanti”, spiega il sociologo dell’ università di Düsseldorf Alexander Häusler. “La grande coalizione ha cancellato il confronto politico fra i due poli, appiattito ogni dibattito e privato gli elettori di una vera alternativa”.

“Molti tedeschi hanno paura di tutto perché non capiscono più nulla degli stravolgimenti socio- economici in atto. E quando vince la paura tutto diventa possibile”, spiega il giornalista francese Bernard Guetta.