PER CHI HA POCO E NIENTE, MA HA COSI’ TANTO DA OFFRIRE.

Il racconto de "Il pranzo per i poveri", organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio, per festeggiare il Natale

Il giorno di Natale, mentre ognuno di noi è a casa, riscaldato dal calore della propria famiglia e dall’affetto dei propri cari, a Roma come in molte altre città d’Italia, si svolge un evento che, per quanto possa apparire di poca importanza, dona invece speranza e gioia a oltre 200 persone tra bambini, anziani, donne e uomini di ogni età e provenienza, che si ritrovano nella stessa grande sala addobbata a festa, per condividere e festeggiare un giorno così importante, durante il quale nessuno dovrebbe mai restare solo.

Il “Pranzo per i poveri”, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, è una tradizione che viene portata avanti con costanza ed amore sin dal 1982, quando nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, un gruppo di venti persone tra poveri e senzatetto, venne riunito attorno ad una tavola imbandita a festa, così da poter dar loro il calore di una casa e di una famiglia, se non altro in un giorno di gioia come il Natale.

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Negli anni, non solo la tradizione del “Pranzo di Natale” è stata portata avanti, ma in molti si sono aggiungi dando vita ad un gruppo eterogeneo di oltre 200 persone.

Il pranzo romano si è tenuto in Via Livorno 50, dove sono riusciti ad affluire molti tra i bambini della “Scuola della Pace”, i profughi siriani che sono stati aiutati dalla Comunità e che a loro volta provvedono ad arricchirla, i numerosi senzatetto di cui i volontari si occupano giornalmente in modo da assicurare loro pasti caldi e compagnia, e la vicinanza ad un istituto per anziani ha permesso che anche questi ultimi abbiano potuto passare il Natale in compagnia di questa così calorosa famiglia multietnica.

A rendere tutto ciò possibile c’è stato un grande lavoro da parte dei volontari che hanno provveduto ad organizzazione, cucina, pulizie e regali, tutto per assicurarsi che, anche quest’anno, il giorno di Natale fosse davvero “un giorno speciale proprio per tutti”. E, proprio a questo proposito, il 25 Dicembre non sarebbe così speciale senza la presenza di Babbo Natale, che quest’anno ha assunto le sembianze di Gabriel, un ex-senzatetto rumeno, che grazie alla Comunità, ora ha un tetto sopra la testa e sta uscendo dalla vita di strada.

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Il giorno di Natale si è svolto all’insegna della gioia e della condivisione, dalla Messa, vissuta da cristiani e non come momento di raccolta spirituale e condivisione, al pranzo, fino al momento della distribuzione dei doni ai più piccoli.

“La comunità vive appieno questa gioia” – così parla Alessandro Moscetta che, oltre ad essere veterano nel campo del volontariato, è anche un importante punto di riferimento per l’intera Comunità romana- “questo giorno serve per dare una famiglia a tutti, ma anche un po’ per senso di giustizia”, e mentre mi racconta di questa meravigliosa giornata che lo ha reso visibilmente euforico, fa riferimento al Salmo 112 che dice:

“Solleva dalla polvere il debole, dall’immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i prìncipi, tra i prìncipi del suo popolo.”

Parla di “invocazione del popolo dall’immondizia”, e mi fa capire che è questo quello che lui e la comunità vogliono fare: ridare un senso di dignità ed appartenenza a chi non ne ha più, aiutare i più bisognosi a stare in piedi con le proprie gambe, per poi lasciarli andare così che anche loro possano fare del bene a chi ne avrà bisogno.

Durante il pranzo sono nate tante nuove amicizie, tra giovani ed anziani, tra chi è appena entrato a far parte della Comunità e chi invece la sostiene e ne beneficia da lungo tempo, tra persone di nazionalità diverse e con i background più disparati, ma una delle più peculiari è sicuramente quella tra una signora di 107 anni, Lidia, e Sofia che ne ha solo 3: “un’amicizia che supera un secolo”, a dimostrarci come anche dalle situazioni più inusuali, possano nascere grandi cose, basta solo dare a noi stessi, e a maggior modo agli altri, una chance.

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Guardando le foto, quella del Natale di Sant’Egidio sembra più una favola che non una storia vera eppure, con le giuste dosi di dedizione e passione, questa Comunità composta di studenti e lavoratori, tutti volontari e con tanta voglia di fare, è stata in grado di raccogliere i fondi e organizzare un “Natale con i fiocchi” per tutti coloro che hanno poco o niente, ma che hanno sicuramente molto da offrire. Ma, come mi ricorda Alex, “per noi ogni giorno dovrebbe essere così, ogni giorno è Natale”, perché far arrivare un pasto caldo ai senza tetto, dar loro coperte e compagnia, togliere quanti più bambini e famiglie dalla strada sistemandoli in roulotte o strutture ausiliarie e far nascere un sorriso dove prima scorreva una lacrima, sono tutti grandi traguardi raggiungibili solo grazie alla dedizione di chi si è messo veramente a disposizione degli altri.

Il prossimo grande incontro sarà a Capodanno e, ovviamente, Alex ci tiene a ricordarmi che siamo tutti invitati a partecipare. L’evento è stato nominato “Capodanno solidale con i senzatetto” e si terrà alla Parrocchia di San Giuseppe, in via Francesco Redi a Roma, mentre la mattina dopo sarà possibile partecipare alla Marcia verso Piazza San Pietro per ascoltare il messaggio di Papa Francesco, che sarà sul tema della Pace.

Dopo un anno difficile come quello appena passato, dove a segnare le prime pagine come anche i nostri cuori, sono stati più le guerre, i bombardamenti, i genocidi di popoli innocenti, e le morti accidentali dovute al terremoto che ha colpito il centro Italia, che non fenomeni positivi, è rincuorante sapere che ci sono persone, tante persone, che lavorano impercettibili e silenziose, per portare del bene a chi ne ha più bisogno. In un momento così buio per la nostra storia come nazione, ma anche per l’uomo come entità, sono forse questi piccoli gesti quotidiani a tenere viva la fiaccola della speranza per un futuro migliore e più pacifico, dove non dovremo temere il prossimo e saremo più chini invece, a tendergli la mano.

Un Buon Natale a tutti, ma soprattutto a chi ha più bisogno.