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Le elezioni del maggio 2019 per il rinnovo del Parlamento Europeo saranno, come sempre, il momento per sondare le opinioni dei cittadini in merito alle direzioni politiche europee e nazionali. Tra tutti i partiti, quello che ha più seggi a Bruxelles è il PPE (Partito Popolare Europeo), di centrodestra. Quest’anno, ci si aspetta che ottenga 178 seggi, una trentina in meno rispetto alla precendente legislatura. Il gruppo spera di ottenere una maggioranza solida senza doversi alleare con gruppi più a destra, come l’ECR.

Il PPE comprende Forza Italia, Alternativa Popolare e il CDU della Merkel. Tra i nuovi arrivati c’è il Fidesz dell’ungherese Viktor Orbán. La scelta di Orbán di restare nel centrodestra moderato del PPE scoraggia l’ipotesi di un’alleanza Orbán-Salvini. Senza di lui il progetto di Salvini per eliminare “tecnocrati e partiti fatiscienti” a Bruxelles può contare sul partito polacco di Kaczynski, sul Front National di Marine Le Pen e altri membri minori del gruppo ENL. Altra figura chiacchierata del PPE è la Merkel: è tra i possibili candidati alla presidenza della Commissione europea. Dopo la flessione alle regionali in Baviera e in Assia, i sondaggi sono tornati a sorridere alla cancelliera e alla sua politica fortemente europeista e pro-integrazione.

Il secondo gruppo maggioritario è il PSE (Partito Socialista Europeo), ossia l’S&D. Oltre al Partito Democratico e Partito Socialista Italiano, questo include i tedeschi dell’SPD e i Socialisti spagnoli e francesi. Per il PSE le aspettative sono a 132 seggi, in calo di ben 60. Nel gruppo è emersa la necessità di politiche più attente al disagio sociale e più coraggiose, per proporsi come valida alternativa ai populisti. Il favorito del PSE per la presidenza in Commissione Europea è Timmermans, strenuo oppositore di Weber, il candidato favorito del PPE, perché troppo tollerante nei confronti del reazionario Orbán. La nomina del candidato di ogni gruppo, o Spitzenkandidat , dà una prima prospettiva delle future dinamiche nel Parlamento.

L’ECR è l’alleanza dei Conservatori e Riformisti e detiene 52 seggi. In seguito alla Brexit, il gruppo perderà un partito chiave, quello di Theresa May, probabilmente un duro colpo per i risultati elettorali. Sonomembri dell’ECR Direzione Italia di Raffaele Fitto e Fratelli d’Italia.

EFDD sta per Europa della Libertà e Democrazia Diretta. Questo è attualmente il gruppo del Movimento 5 Stelle e dei tedeschi dell’AfD. E’ un gruppo fortemente euroscettico e di destra, che ha tra le priorità la lottaal cosiddetto “centralismo burocratico” nell’UE. Dovrebbe stanziarsi sulla cinquantina di seggi alle elezioni.

L’ALDE è l’Alleanza dei Democratici e Liberali per l’Europa. Ne fanno parte il movimento spagnolo Ciudadanos, i liberali olandesi e, da febbraio, +Europa. Di impronta liberale ed europeista, il gruppo ha un orientamento centrista e ha una settantina di seggi, in aumento per i sondaggi. L’ascesa però procede a rilento. La nomina del leader del gruppo è stata rimandata a marzo e ha restituito l’immagine di un partito frammentario, confuso. Stessa sorte per l’alleanza con Macron, impegnato a gestire il movimento dei gilet gialli e il calo di popolarità subito in patria. L’accordo potrebbe risollevare il partito del presidente, En marche!, e rafforzerebbe il contrasto tra ALDE e il PPE, sempre più antimacronista con Orbán.

Gli stessi gilet gialli stanno lavorando a una loro lista da presentare alle europee. Il movimento vuole rimanere apolitico e portare una maggiore umanità in politica, contro il cosiddetto “presidente delle élite”.

 

LE INTENZIONI DI VOTO DEGLI ITALIANI ALLE EUROPEE

La rappresentanza nazionale nel Parlamento europeo è data, per l’Italia, da un totale di 73 seggi. Di questi, Poll of Polls prevede che 28 andranno alla Lega, 23 al Movimento 5 Stelle, 15 al Partito Democratico e 7 a Forza Italia. Nelle ultime settimane è la Lega (ENL) a capeggiare in Italia, oscillando sul 30%. Con uno stacco di solo una decina di punti si colloca il Movimento 5 stelle. Seguono il PD al 17%, in forte calo rispetto alle europee di cinque anni fa, e Forza Italia, con un 9% stabile. Gli altri partiti, tra cui Fratelli d’Italia (ECR) con il 3,8%,+Europa con il 3%, MDP e Potere al popolo, se non raggiungeranno la soglia di sbarramento del 4%, non forniranno alcun seggio al proprio gruppo europeo.