Lo facevamo in macchina, sognando la California

Ovvero come vivere a lungo (o morire in fretta) in una sette posti lanciata per le strade della California, tra mete di passaggio e paesaggi che assomigliano alla meta.

Golden Gate Bridge. Foto di Andrea Murzi Golden Gate Bridge. Foto di Andrea Murzi

Ci siamo, anche quest’anno è arrivata la fine dell’estate e, più che di partenze, forse si dovrebbe parlare di arrivi e di ritorno alla routine. Ma settembre è anche fatto per tirare un po’ le somme, fare qualche considerazione sui bei momenti passati e, così facendo, non rispondere al dovere che chiama sempre con la massima puntualità. Dunque, vorrei raccontarvi dell’arduo compito che mi è stato assegnato quest’estate (o forse, per meglio dire, che mi sono auto-assegnata): preparare la playlist che avrebbe accompagnato me e i miei, fortunati o sfortunati non saprei, amici per più di due settimane di viaggio negli Stati Uniti.

È possibile immaginare una partenza senza aver preparato la colonna sonora che accompagnerà i giorni di vacanza, programmati con mesi di anticipo? Chiaramente per me è impensabile e, proprio per questo motivo, ho iniziato la ricerca di quelle canzoni che avrei voluto ascoltare durante i non brevi viaggi in macchina per spostarci da una città all’altra della California (e non solo). Se è vero poi che la musica è qualcosa di profondamente soggettivo, allora la scelta si complica e l’obiettivo di trovare qualcosa che piaccia davvero a tutti diventa quasi impossibile da raggiungere. Alla fine, dopo giorni e giorni di estenuante ricerca, ho tirato fuori qualcosa. Poiché non mi è bastato, al ritorno ho deciso di stilare un’ulteriore classifica: le dieci canzoni, tra tutte quelle scelte, che per me hanno segnato le tappe del viaggio e che un po’ riescono a raccontarlo.

Sono posizionate in ordine di preferenza, ma attenzione! La scelta si basa su “sentimenti di pancia”, non necessariamente accompagnati da motivazioni serie e razionali, anche se vorrei provare a dare qualche spiegazione. Si parte dall’ultima, per creare un po’ di genuina suspense.

10. Calcutta – Arbre Magique

Domanda lecita: ma cosa c’entra Calcutta in un road trip negli Stati Uniti? Assolutamente nulla e la scusa della macchina citata nel testo della canzone, luogo di incontri non certo professionali per il cantautore di Latina, non è affatto buona. La verità è che buona parte del gruppo non condivide questa mia passione musicale, perciò è stata inserita per dare un po’ “fastidio” e per cantare a squarciagola (prevalentemente da sola).

9.Tame Impala – Feels Like We Only Go Backwards 

Anche questa forse non è la prima canzone che viene in mente, quando si progetta un viaggio in macchina. L’ho ascoltata spesso prima di partire, insieme al resto di

Lonerism, e proprio in quei giorni precedentimi sono immaginata una scena: noi, in auto, assonnati, di fronte ad una delle prove più difficili che la vita ci abbia mai messo davanti: cercare di tenere almeno mezza palpebra di un solo occhio aperta, considerati i non pochi chilometri percorsi per vedere i paesaggi che la 17-Mile Drive aveva da offrirci. Il viso poggiato tra la parte superiore del braccio e il finestrino, lo sguardo rivolto verso l’esterno, una macchina fotografica a portata di mano e lei, bassa, di sottofondo. Forse, alla fine non è andata esattamente così. Su Youtube si trova anche la versione degli Arctic Monkeys: non bella come l’originale, a mio avviso, ma comunque da non perdere.

8. Phantom Planet – California

Sul fatto che sia in tema, non ci dovrebbero essere dubbi. In verità, ha ottenuto un posto in classifica perché ci ha accompagnati sul Golden Gate Bridge, con i finestrini abbassati del nostro più che sobrio CHRYSLER GRAND VOYAGER nero per farefoto,video e goderci il passaggio.

7. Red Hot Chili Peppers – Californication

Poiché “it’s understood that Hollywood sells Californication”, arrivati a Los Angeles, la musica dei RHCP non poteva davvero mancare, specialmente durante il tragitto che ci avrebbe condotti sino alla Hollywood Sign. Trovare la strada non è stato così semplice: il navigatore, come spesso accade, non è stato d’aiuto. Al tramontar del sole, mentre la maggior parte dell’equipaggio cercava compulsivamente Pokémon in ogni angolo della città, ormai la strada era persa definitivamente. Abbiamo ritentato il giorno seguente, questa volta con successo e sempre sulle note della band proveniente dalla”city of angels“.

6. Elvis Presley – Viva Las Vegas

Ci è capitato spesso di sentirla, ma non solo in macchina. Notare che i lampioni della Strip erano muniti di casse e amplificatori per trasmettere musica a qualsiasi ora del giorno o della notte, ha contribuito a consolidare la non percezione di Las Vegas come città. E come poteva mancare Viva Las Vegas? Non credo di poter riuscire a realizzare di averla davvero sentita mentre passeggiavamo tra l’esplosione di colori di una città che posso descrivere usando un solo aggettivo: surreale.

5. Canned Heat – On the Road Again

E quando pensi che sia finita, è proprio allora che, zaini in spalla, ci si rimette “on the road again”.

4. Scott McKenzie – San Francisco (Be Sure to Wear Flowers in Your Hair)

È stata una tra le prime canzoni che ho voluto inserire nella playlist, per ovvi motivi. Pensare a San Francisco per me non può che voler dire pensare a questo brano, composto da John Phillips, leader dei The Mamas & The Papas, e diventata famosa in tutto il mondo grazie alla voce di Scott McKenzie, nome d’arte di Philip Wallach Blondheim, scomparso appena qualche anno fa. Sicuramente, è stata una tra le canzoni simbolo degli anni ’60 e della cultura hippie. Se è vero che la “gentle people with flowers in their hair”,citata nel testo, oggi non rispecchia esattamente la stravaganza e lo stile di vita di molti abitanti della città più fredda e nebbiosa in cui abbiamo soggiornato, l’atmosfera che si respira lì è magica e suggestiva. Quindi, “If you’re going to San Francisco, be sure to wear some flowers in your hair!”.

3. Aerosmith – Walk This Way

Si sale sul podio. Energica e perfetta per iniziare una giornata, specialmente se non riesci a bere un caffè minimamente accettabile da più di dieci giorni. Questa canzone degli Aerosmith, contenuta in Toys in the Atticdel 1975, è adrenalina pura. Ma la ragione per cui si trova in questa classifica è una sola: era la prima della lista musicale ed è diventata il vero tormentone del viaggio, fino a quando non ci siamo resi conto di poter impostare la modalità “random”.

2. The Mamas & The Papas – California Dreamin’

Solo per il fatto di averla ascoltata centinaia e centinaia di volte si meritava un posto in questa classifica. È stata più volte canticchiata, a bassa voce, con gli occhi socchiusi e lo schiocco di dita ripetuto a tempo, nelle immense highways a quattro o forse cinque corsie, mentre sognavamo di essere “safe and warm in L.A.”.

1. America – A Horse with No Name

È stata una tra le canzoni più ascoltate durante tutto il viaggio, ma soprattutto non è potuta mancare durante il tragitto di circa cinque ore da Los Angeles a Las Vegas. La situazione in macchina era più o meno sempre la stessa: i passeggeri che dormivano nelle posizioni più impensabili, collaudate dopo giorni di prove e un guidatore sempre più solo, che ricordava tanto Bryan Cranston nelle vesti di Walter White nella seconda puntata della terza stagione di Breaking Bad, qualche secondo prima di essere fermato da una volante della polizia. Una colonna sonora che si è perfettamente abbinata ad un paesaggio che si andava trasformando chilometro dopo chilometro, sempre più arido, roccioso e caratterizzato da un calore che si poteva percepire anche solo sfiorando il finestrino dell’auto con una guancia.

The time is gone

The song is over

Thought I’d something more to say