Le peggiori vacanze in letteratura

Quattro romanzi, quattro vacanze finite male. Le feste i loro drammi. Come gli scrittori raccontano le vacanze di natale e le illusioni relative ad esse.

Le vacanze sembrano volgere al termine, e la malinconia inizia a presentarsi sfuggente. Le vacanze infatti sono la massima concretizzazione delle delusioni: ci aspettavamo che fossimo capaci di preparare un pranzo di dodici portate in un’ora ma così non è stato; ci aspettavamo un regalo straordinario come l’iPhone 7, e invece sono arrivati dei calzini. Insomma, spesso le nostre aspettative sono troppo alte e perciò vengono deluse.

Ma il vero problema delle aspettative natalizie risiede nella compagnia. Cosa mai potrà andare storto quando sei seduto con altre dieci persone con cui non hai niente da spartire se non il sangue che vi scorre nelle vene? Forse tutto. Sicuramente per molti scrittori è così, che hanno descritto le loro ‘horrible holidays’ in alcuni dei loro scritti più famosi. Da Harper Lee a Ellis, sono almeno quattro i romanzi che hanno al loro interno un disagio crescente, una catastrofe in piena regola sviluppatasi durante le festività.

Per esempio, a volte presentato come una storia di Natale per bambini buoni, A Christmast Carol è tutto il contrario. Scrooge, il protagonista, viene visitato da alcuni fantasmi, tra cui il cadavere rianimato di un suo ex socio in affari, Marley. Quest’ultimo è destinato a trascorrere il resto della sua non-vita in catene, come penitenza per i propri peccati. Messaggio molto rassicurante, non trovate?

Anche Scout, protagonista del romanzo Il buio oltre la siepe di Harper Lee, non se la passa molto meglio. A Natale la bambina riceve la visita della zia Alexandra e di suo nipote Francis. I regali che ricevono i bambini sono ovviamente fucili, e a tavola le battute di disprezzo e razzismo non si sprecano, facendo arrabbiare molto Scout, che decide di prendere a pugni Francis. Dulcis in fundo? La bambina riceve ‘come regalo’ anche una bella sculacciata dallo zio Jack, per aver difeso ‘dei negri’.

Bret Easton Ellis ha descritto la vita di Patrick Bateman, diventato uno dei più noti psicopatici della letteratura. Patrick celebra il Natale, e lo passa con la sua fidanzata. Dopo averla convinta a lasciare la sua stessa festa, decide di portarla in un club chiamato Chernobyl, dove sniffano cocaina molto scadente. Se avete passato delle brutte vacanze, ringraziate perlomeno di non averle passate con Bateman.

Jane Austen eccelleva nel descrivere feste finite male, soprattutto quei momenti che dovevano sembrare divertenti e che si trasformavano in qualcosa di orribile. Per Emma, protagonista dell’omonimo libro, l’esperienza natalizia a casa Randalls è terribile. Dopo aver ascoltato farneticazioni del prolisso John Knightley, si trova a dover rifiutare una proposta di matrimonio del signor Elton, che con molta sportività, inizia ad insultarla guardandola negli occhi.

Insomma, le vacanze non sono perfette, anzi. Spesso ci troviamo a rimpiangere di averle attese per così tanto tempo, ma ricordiamoci sempre che non siamo soli, e a volte, da un’altra prospettiva, siamo addirittura fortunati.