L’arte che prende vita: Artemisia Gentileschi

Un itinerario coinvolgente alla scoperta di uno dei principali simboli di femminilità e tenacia nell’arte italiana.

Allestita nella splendida cornice di Palazzo Braschi, maestoso edificio settecentesco nel cuore di Roma, la mostra Artemisia Gentileschi e il suo tempo offre un ottimo spunto di riflessione artistica e intellettuale. Donna dalla forte tempra e personalità, Artemisia segue le orme del padre Orazio, il quale la indirizza e la supporta nel controverso mondo dell’arte, notandone una sensibilità e una creatività più raffinate di quelle dei fratelli. I valori artistici e stilistici di una Roma barocca incontrano il dramma esistenziale di una fanciulla che ancora giovanissima viene segnata dalla violenza subita dall’amico di famiglia Agostino Tassi. Da quel momento si assiste alla crescita più evidente dell’operato di Artemisia, che ha saputo riscattare la propria dignità attraverso il realismo tagliente dei suoi quadri.

Sotto l’influenza della tecnica e della luminosità caravaggesca, la pittrice romana ha tessuto il filo conduttore dei propri quadri prediligendo episodi biblici narranti scontri animati da donne trionfanti come nella celebre Giuditta che taglia la testa a Oloferne. Inoltre nelle plurime rappresentazioni della Maddalena emerge una sorta di immedesimazione dell’artista nella vergogna di una profanazione del corpo e pertanto sempre immortalata in scene di penitenza.

Non meno significative le rappresentazioni di figure carismatiche e sensuali come Cleopatra e Lucrezia, la cui lussuria non cela la sofferenza dei volti. Tuttavia i corpi sinuosi e le vesti dorate riportano ad un contesto totalmente seicentesco da cui la tormentosa anima di Artemisia sembra essersi emancipata. Ed è proprio questa sua abilità nel creare un equilibrio tra espressione della dimensione interiore e attenzione alle regole, che le permette di avere successo sia in Italia presso la corte medicea, nella città natale e infine a Napoli, ma anche in Inghilterra dove trascorre un breve periodo della sua vita.

Pertanto ci troviamo di fronte ad un’artista forse fin troppo a lungo vissuta nell’ombra del suo mentore Caravaggio, la quale invece ha saputo assecondare l’arte senza stavolta rimanerne vittima, ritrovando nelle dense cariche emotive dei suoi personaggi quella vitalità che le è stata prematuramente sottratta. E’ una figura contemporanea, capace di trasmettere un grande insegnamento e di trasformare la passione per la pittura in un potente strumento di denuncia e di rinascita.