L’altra America: il museo di storia afroamericana

Ripercorrere la storia e la cultura afroamericana, dalle innumerevoli lotte alle tante conquiste, oggi si può e si deve fare. Senza accontentarsi.

AP Photo/Cliff Owen

Smithsonian National Museum of African American History & Culture: è questo il nome del museo inaugurato a Washington DC il 24 settembre, dopo tredici anni dall’autorizzazione per la costruzione data dal presidente George W. Bush.

Ispirandosi alla poesia I, Too di Langston Hughes, il museo vuole descrivere la storia afroamericana come storia di tutta l’America, e spiegare cosa sia realmente l’identità americana, intrecciata al passato degli afroamericani. Il museo è stato disegnato da David Adjaye con l’aiuto di Philip Freelon. L’allestimento della mostra segue un ordine cronologico piuttosto che tematico. L’edificio, con la sua forma a corona, s’ispira all’arte africana, e il color bronzo è un richiamo al duro lavoro degli schiavi. L’itinerario percorre le tappe più importanti per la storia degli afroamericani: dalle prime barche in cui furono ammassati per essere venduti, alle varie brutalità a cui furono sottoposti, come il Ku Klux Klan e tutte le discriminazioni subite nel corso degli anni. È possibile osservare le tuniche originali dell’organizzazione segreta e gli attrezzi utilizzati per mantenere gli afroamericani in condizioni di schiavitù, come ad esempio fruste, manette di ferro e catene.

All’ultimo piano, il museo illustra il talento delle “black people”, partendo dal campo musicale fino ad arrivare a sport, letteratura, cinema e teatro. Inoltre, all’interno della struttura vengono elencate molte curiosità e paradossi: il presidente Jefferson, per esempio, autore del secondo paragrafo della dichiarazione di indipendenza americana in cui è scritto che “tutti gli uomini sono stati creati uguali”, era famoso per avere all’interno delle sue proprietà circa 600 schiavi. Il museo affronta di petto la storia americana di schiavitù e oppressione. Eppure, oltre a commemorare la sofferenza, vuole far arrivare un messaggio positivo. Guardando tutta la mostra, come i visitatori possono soltanto rabbrividire di fronte al luogo e all’asta in cui gli schiavi venivano venduti e comprati, così possono vedere chiaramente la forza e la resistenza che ha caratterizzato queste persone chiamate a sopravvivere. Il pubblico a cui si rivolge il museo non è solo la comunità afroamericana, ma un pubblico eterogeneo.

Smithsonian National Museum of African American History & Culture: un nome lungo, perché lungo è stato il percorso per l’eguaglianza, percorso ancora non del tutto finito e senza ostacoli; i fatti avvenuti a Charlotte ne potrebbero essere un chiaro esempio. La storia degli afroamericani continua a evolversi con fatica e sforzi, ma il messaggio è chiaro: noi non ci arrendiamo.