La terra trema e noi con lei

Tante scosse continuano a far tremare l'Italia centrale

Alle 7.40 del 30 ottobre 2016, la terra è tornata a tremare sotto i nostri piedi.

Non è passato molto dal terremoto con epicentro situato tra la valle del Tronto e i Monti Sibillini che nel mese di Agosto ha distrutto molti comuni nel centro Italia segnandone profondamente la morfologia, eppure in questi mesi molto era stato fatto. Nei comuni colpiti si era iniziato a ricostruire, non solo gli edifici e le abitazioni, ma anche una vita.

Come dopo ogni catastrofe, l’Italia aveva iniziato a rialzarsi grazie all’aiuto dei volontari e alla prontezza delle persone, delle quali la voglia di vivere e riiniziare ha prevalso sullo sconforto di aver perso tutto, anche gli affetti più cari. Questo nuovo terremoto di ottobre ha però riaperto una ferita non ancora cicatrizzata, spingendo violentemente il centro Italia fuori dalla sua casa, distruggendo tutto ciò che era rimasto e molto di più, facendo crollare anche quel tanto discusso “Palazzo Rosso” di quattro piani di Amatrice, simbolo di speranza per gli abitanti della zona perché rimasto intatto a svettare sul territorio martoriato dalle frequenti scosse.

La terra ha tremato, e stavolta fino a Roma. Dopo la scossa preparatoria del 26 Ottobre, il 30 ne è arrivata una più grossa che è entrata a far parte del “ranking” come una tra le più forti negli ultimi 110 anni in Italia. Più forte del terremoto in Emilia, e chi l’ha vissuto lo sa, più forte addirittura di quella dell’Aquila che aveva provocato oltre 200 morti e più forte di quella del 2002 in Molise, dove 27 bambini furono trovati morti tra le macerie di una scuola. Tanti i paesi colpiti, ma a straziare sono le parole del sindaco di Ussita: “Stavo dormendo in macchina e ho visto l’inferno. […] il paese non esiste più”.  Molti di questi centri abitati, Ussita compreso, rischiano di diventare “paesi fantasma” e intanto il bilancio degli sfollati cresce e le previsioni arrivano fino a 100000 persone senza abitazione fissa. L’unica nota positiva è che il bilancio delle vittime è a zero, forse per pura fortuna, o forse per quel senso di paura ancora insito nel cuore di coloro che hanno vissuto i sismi degli ultimi mesi, ma tutti sono riusciti tempestivamente a mettersi in salvo, ci sono solo feriti, alcuni dei quali gravi, ma neanche un decesso registrato per ora.

Nel frattempo, l’allarmismo sale alle stelle: previsioni di “nuove scosse in arrivo” hanno spinto la popolazione fuori dalle proprie abitazioni, o con le valigie e le scarpe sul ciglio della porta, pronte nell’eventualità che “succeda ancora”. L’angoscia che questi fenomeni possano protrarsi nel tempo, e la paura di doverli affrontare senza previsione, sta devastando metà del Paese, e nel frattempo il Governo si muove con tempestività per procurare i fondi che serviranno a ricostruire, per l’ennesima volta, questa nostra Italia che negli ultimi anni è stata martoriata vigorosamente, dal Nord al Sud, da fenomeni di entità sismica.

Il clima di sconforto è però alleviato dall’empatia e dal supporto di tutti la nazione, infatti sui social è stata diffusa la frase “Restiamo in piedi anche se questa terra trema”, che negli ultimi mesi e soprattutto negli ultimi giorni ha fatto il giro di Facebook, Twitter e Instagram insieme all’ hashtag #PrayForItaly. Connazionali all’estero, personaggi famosi, e la popolazione italiana, hanno tutti fatto sentire il loro supporto fornendo indicazioni con numeri di Pronto soccorso e iniziando immediatamente a donare al numero verde fornito dalla Protezione Civile.

Le scosse di cui si è parlato potrebbero essere solo le prime di una lunga serie, ma tutti gli aiuti possibili sono stati mobilitati per assicurare la massima messa in sicurezza delle zone più a rischio e in molti sono stati fatti evacuare per far sì che quel “bilancio a zero” rimanga tale fino a che questo ennesimo incubo sarà concluso.

 

 

Per eventuali donazioni potete contattare il numero:

Protezione-civile