Se la società liquida ha liquidato la ribellione

E’ col parricidio, con l’uccisione del vecchio che si inizia una rivoluzione; Edipo aveva preso alla lettera questa esortazione ed è diventato incarnazione di un “topos” della cultura greco-romana, di vitale importanza per scolpire un modello sociale ancora attuale seppur camaleontico: quello del ribelle.
L’Edipo 2.0 è però un personaggio che fatica a trovare una sua identità all’interno di quella che Bauman definisce una postmodernità-liquida, cioè una fase dell’evoluzione sociale caratterizzata dalla mancanza assoluta di certezze, sia nella sfera privata che pubblica del singolo.
Entra in crisi la sovranità dello Stato, l’integrità delle istituzioni, il dogmatismo delle ideologie e delle religioni; perfino la famiglia , la cellula della società borghese, che è entrata poi nell’immaginario comune come nucleo mamma-papà-bambini alla “Mulino Bianco”, ha vacillato negli ultimi quarant’anni fino a dissolversi.
A liquefarsi nel postmoderno non è però soltanto la controversa triade “Dio-Patria-Famiglia” (con tutte le conseguenze che ha generato il suo culto, soprattutto prima e durante “il ventennio”) ma il concetto stesso di comunitàintesa come pluralità di individui animati da uno stesso proposito, da un identico ‘background’ culturale.
Se il punto di fusione è facilmente individuabile nel ’68, con la caduta del muro di Berlino (edepisodi successivi quali lo smembramento della Iugoslavia) anche l’ultimo frammento di ghiaccio è scomparso: la globalizzazione ha spazzato via i monoliti su cui poggiava i piedi l’uomo del XX secolo, primo tra tutti lo stato.
Se il “padre” è morto di vecchiaia, cosa rimane da uccidere all’Edipo contemporaneo? Il consumismo e un approccio più globale al Mondo, hanno in gran parte attentato all’ identità nazionale e alla storia. Se non c’è più un “vecchio” da distruggere e un “nuovo” da ricostruire, a cosa serve il ribelle e contro quale autorità potrà opporsi?
Tornando al nostro filosofo di partenza, Baumanosserva come (finita la fede di una salvezza proveniente dallo stato o dalla rivoluzione)sia tipico del postmoderno il sorgere di movimenti di indignazione che sanno cosa non vogliono ma non cosa vogliono. Catalogarli e ricondurli ad un ideale politico(contrariamente gli anarchici, ai fascisti, alle brigate rosse) risulta estremamente difficile proprio per l’evanescenza dei loro obiettivi; questi agiscono, ma non sanno in quale direzione; questi protestano, ma le loro uniche armi sono la propaganda e il populismo.
Gruppi rivoluzionari a parte, cosa rimane dell’ individuo-ribelle, dell’uomo ispirato, lungimirante, capace di rovesciare il sistema e le sue sovrastrutture?
Beh , dell’eroe romantico alla Byron, del sovversivo alla Che Guevara non rimane che un involucro vuoto: il fattore estetico, un ribellismo remunerativo e confortevole, che trova la sua forces d’être nella moda e nel leit -motiv del “cattivo ragazzo”.
Dopo aver rovesciato il mito del ‘machismo’ e della femminilità tradizionale, soppresso il patriarcato e lottato per la libertà di esprimere la propria sessualità, il ribelle 2.0 si è abbassato a idolatrare barbe hipsters e vegani vestiti di Juta o a comprare magliette e gadget con loghi che urlano al mondo il loro essere veri outsider.
Vari mercati hanno poi intercettato questa tendenza, creando modelli estetici e sociali da seguire, spesso associati ad un atteggiamento autodistruttivo o maledettista (un astro nascente a tal proposito è Billie Eilish, ma gli esempi possono spaziare anche in altri ambiti ) che alimentano la massa uniforme di singoli ribelli“da passerella”.
Ma il vero Ribelle, che sia singolo o che sia un gruppo, non è condannato ad affogare nella società liquida e ad estinguersi rovinosamente; nuove correnti di pensiero ormai svincolate dal binomio ribellione-disfattismo stanno emergendo portando una vera e propria boccata d’aria fresca.Ad oggi, il “vecchio” di cui disfarsi non ha niente a che vedere con gli ormai obsoleti concetti di “Nazione-Partito-Ideologia” ma con un approccio sbagliato verso il prossimo e verso lo stesso Pianeta. Sta crescendo una nuova sensibilità incentrata su tematiche (quali quelle della salvaguardia ambientale, del commercio equo e solidale) che, invece di separare e contrapporre gruppi umani, avvicina gli uni con gli altri.
Edipo non muore dunque, ma cambia faccia: sulla carcassa del passato sta imparando a piantare il seme per un futuro fatto di coesione.