La Processione dei Morti

Mezzanotte in cima al monte

Mezzanotte in cima al monte

Per ricreare l’atmosfera del giorno dei morti, mi è sembrato opportuno condividere con voi una leggenda tipica della Valle D’Aosta e del Monte Rosa. Infatti, questo racconto è ambientato nel giorno del 2 novembre ed è caratterizzato dalla processione dei morti.

Allo scoccare della mezzanotte, lungo un percorso ormai stabilito da secoli che passa attraverso la Valle dei Sesia fino a raggiungere il Monte Rosa, un corteo di scheletri inizia il suo viaggio per espiare i suoi peccati. Da ogni cimitero e tomba, questi si levano e si riuniscono per iniziare il rito, avvolto da tenebre e lamenti.

Tutti in fila, con il mignolo alzato e acceso che come una candela gli illumina il cammino, proseguono includendo le sventurate persone che si trovano a passare per la loro via, trasformandoli in dei cavalieri.

Il percorso non ha ostacoli per loro che, nel caso dovessero trovarsi davanti un burrone o un torrente, sanno già cosa fare. Lo scheletro con più peccati o con il peccato peggiore, il più colpevole insomma, si deve fare avanti allungando le braccia fino all’estremità opposta, creando un arco con la spina dorsale, per far passare il corteo. Proseguono così fino alla cima del Monte, dove espiano i loro peccati picchiando sul ghiaccio con una spilla.

Molti abitanti, oggigiorno, si recano sul monte e pregano per le anime dei loro cari ormai defunti e per far sì che i loro peccati vengano perdonati. Questa usanza è frutto di una seconda leggenda, secondo la quale colui che non si recherà al monte da vivo, dovrà farlo da morto durante la processione.

“Il viaggio ai ghiacciai del Monte Rosa è cosa di necessità di mezzo per salvarsi. Chi non va da vivo a farvi penitenza, pregando non solo a ginocchioni, ma a ginocchi nudi sul ghiaccio, v’andrà da morto, come accade a quelle sante anime inespiate che vagolano meste per quelle gelide regioni, dove si ponno scorgere sulla superficie della neve le impronte dei loro piedi, piccole come di bambini, ed a chi tende per poco l’orecchio viene fatto di udire le supplici voci che in tono di lamento chiedono suffragi ed espiazioni”.