La musica che non ha paura: One Love Manchester

Manchester torna a cantare e non è da sola.

Numerosi gli artisti di fama internazionale che si sono alternati sul palco del blindatissimo stadio del cricket di Old Trafford e che con parole e canzoni hanno lanciato un messaggio globale: no alla paura e no al terrorismo. Questo è One Love Manchester, il concerto di beneficenza voluto dalla  giovane pop star ventitreenne, Ariana Grande, a favore delle famiglie colpite dall’attentato del 22 maggio proprio alla fine di un suo concerto.

Musica, abbracci, lacrime e una pioggia di coriandoli. Verrà ricordato come uno degli eventi più belli e significativi di questi anni, una dimostrazione di civiltà  e come un successo anche dal punto di vista della raccolta fondi per la croce rossa britannica: circa 10,5 milioni di sterline a fronte dei 2 che erano previsti.

“Let’s not be afraid”, non dobbiamo avere paura: è Marcus Mumford,  frontman della band dei Mumford & Sons, ad aprire il concerto con questo messaggio, intonando, dopo un minuto di silenzio, il singolo “Timshel”, dedicato alla scelta di un uomo tra bene e male.

 

“And death is at your doorstep

And it will steal your innocence

But it will not steal your substance

But you are not alone in this

And you are not alone in this

As brothers we will stand and we’ll hold your hand

Hold your hand”

Seguono i Take That. E la folla, composta da oltre 50mila persone  può finalmente sciogliersi e scatenarsi mentre la gloriosa “ex” boyband  canta: “We are Giants!”.

“Our thoughts are with everyone that has been affected by this, but right now we want to stand strong, look at the sky, and sing loud and proud.”

“I nostri pensieri si rivolgono a tutti quelli che sono stati coinvolti in questo (attacco) , ma ora  vogliamo restare forti , guardate verso il cielo e cantate forte”

— Gary Barlow, Take That.

E così  il coro oceanico intona Stars Are Coming Out Tonight. Poi nello stadio è subito festa e tripudio  per l’entrata in scena, presentato dai suoi ex compagni dei Take That, di Robbie Williams che canta “Strong” e “Angels”.

“Manchester, we’re strong, we’re strong, we’re strong. We’re still singing our song.”

— Robbie Williams, modificando il testo di “Strong”

 

Pharrell Williams, grande produttore e musicista americano,  riprende Get Lucky, grandissimo successo “disco” condiviso con i Daft Punk: “I’m bowing because despite all of the things that have been going on in this place, I don’t feel or smell or hear or see any fear in this building. All we feel tonight is love, resilience, and positivity.” Non vedo nessuna paura in questo luogo, solo amore dice al microfono Pharrell, chiamando in scena Miley Cyrus per un duetto sulla celeberrima “Happy”. Ballano tutti. Non c’è più paura. La  scelta della canzone, fortemente criticata, rispecchia il tema dell’evento: l’amore per la vita .

Dopo la festa, Miley Cyrus invita tutti ad assumere un contegno: “Dobbiamo essere ogni giorno ciò che diciamo di essere”. La canzone che segue, acustica, è una ballata, “Inspired”.

How can we escape, all the fear, all the hate?

Is anyone watching us down here?

Death is life, it’s not curse

Reminds us of time, and what it’s worth

To make the most out of our [?] here

Come possiamo sfuggire a tutta la paura, tutto l’odio?

Qualcuno ci sta guardando quaggiù?

La morte è vita, non è maledizione

Ci ricorda il tempo e quello che ne vale la pena

Per ottenere il massimo da noi, qui


Dopo l’esibizione di Niall Horan, la musica per qualche minuto tace. Scooter Braun, il manager di Ariana Grande, entra in scena e ringrazia tutti, soprattutto i giovanissimi che sono ancora qui: “Avete fatto qualcosa di grande. Avete sfidato la paura. L’avete guardata in faccia per dirle: Noi siamo Manchester! E il mondo vi sta guardando”. Il manager legge lettere di ragazzine che hanno perso i loro amici. Ma le lacrime lasciano il posto all’ovazione quando, concludendo, il maestro di cerimonie chiama a gran voce lei, Ariana Grande. Ritorna per un duetto con Victoria Monet dal titolo speranzoso: “Better Days”.  E non solo: l’artista  a sorpresa  si schiera con i Black Eyed Peas per sostituire la voce della storica componente Fergie, la cui assenza sembra confermarne l’uscita dalla band. Gossip a parte, non può che essere “Where Is The Love” la canzone, una domanda che torna a risuonare, più attuale che mai. La  canzone  che risale al 2003 era nata  proprio  “(..)Per alzare l’attenzione dopo le tragedie del terrorismo sia in Europa che negli Stati Uniti”.

Katy Perry, capelli platinati e piume candide: “L’amore batte l’odio e batte la paura. Toccate la persona che è accanto a voi, entrate in contatto l’uno con l’altro. E ditevi: ti voglio bene”. Ultimamente contraddistintasi per comportamenti piuttosto eccentrici, ha scelto di onorare le vittime di Manchester non soltanto cantando ma anche attraverso il proprio outfit. L’artista di 32 anni è salita sul palco del One Love Manchester indossando un tubino bianco  dove erano stampate le foto delle 22 vittime dell’attentato.


“It’s not easy to always choose love, is it? Especially in moments like these. It can be the most difficult thing to do. But love conquers fear and love conquers hate. And that love that you choose will give you strength. I encourage you to choose love, even when it’s difficult. Let no one take that away from you.”

“Non è facile scegliere l’amore in momenti come questo, può essere una scelta difficile, ma l’amore sconfigge la paura e l’odio, è la nostra forza più grande. Tutti voi che siete qui o a casa, accanto ad un parente, un amico o un estraneo: toccatevi e guardatevi facciamo questo esperimento, creiamo contatto umano”


Da brivido il suo discorso e ragionata la scelta dei pezzi portati sul palco. La versione acustica di “Part Of Me”  fa piangere  e rinforza i giovani presenti allo stadio o davanti allo schermo:

This is the part of me

That you’re never gonna take  away form me, no

Throw  your sticks and your stones

Throw  your bombs  and your  blows

But you’re not gonna break my soul

This is a part of me

Questa è la parte di me

Che non porterai mai e poi mai via da me, no

Lancia i tuoi bastoni e le tue pietre, lancia le tue bombe e i tuoi esplosivi

Ma non distruggerai la mia anima

Questa è la parte di me

Finalmente poi Katy ruggisce: “Roar”, il pubblico è un unico, ritmico battito di mani.

Subito dopo è l’intero Old Trafford a ruggire, letteralmente, quando in scena compare Justin Bieber che con la chitarra acustica si accompagna in perfetta solitudine in “Love Yourself” e “Cold Water”. Ma Justin non si limita a cantare, lanciando uno dei messaggi più belli della serata: “You guys are so brave. … Would you agree that love always wins?”

“Love! Love! Love! Love!” urla l’idolo, la folla risponde come la curva di uno stadio. Contemporaneamente  Una telecamera inquadra un bobby che danza in girotondo mano a mano con quattro ragazzine. Ed è tutto ciò che serve per avere speranza.

Anche Chris Martin dei Coldplay accolto da un’ovazione,  ringrazia Ariana Grande e assieme al chitarrista Jonny Buckland regala una cover di “Don’Look Back in Anger”, tributo a Manchester. Canta tutto l’Old Trafford Cricket Ground. E arriva anche il momento degli accendini, così, in questa atmosfera incredibilmente intima, i Coldplay al gran completo intonano per Manchester anche il loro canto d’amore: “Fix You”, e di vita:”Viva la Vida”. Luci, coriandoli e magie che come sempre accompagnano il gruppo.

I Coldplay evocano gli Oasis e Liam Gallagher, si materializza per davvero. Nessuno potrà dimenticare l’immagine di Chris Martin che imbraccia la chitarra e si mette al servizio di Liam in “Live Forever”:

“You and I, we’re gonna live forever You and I are gonna live forever

We’re gonna live forever

Gonna live forever

Live forever

Forever.”

Durante il concerto-evento non sono mancati i messaggi di solidarietà, tramite filmati, tra cui quelli di U2, Paul McCartney, David Beckham e tanti altri.

Manchester ha dunque risposto all’invito di Ariana Grande, sfidando la paura, pur sapendo che a Londra quella stessa paura era  tornata a colpire meno di 24 ore prima, sconvolgendo il sabato sera della Capitale del Regno Unito, spargendo dolore in altre famiglie. Ma non esserci quella sera sarebbe stato come darla vinta alla paura che è morte. Al concerto-evento  per dire no al terrorismo e alla paura sono accorsi  decine di migliaia di  giovani e adulti perché non hanno voluto rinunciare al diritto di sorridere, di ballare, di unirsi in coro ai loro idoli. Un evento che ha unito più generazioni, più generi musicali, più stili di intendere la musica, uniti in nome della libertà, di una città, di un unico amore.

“La risposta alla violenza sarà quella di stringerci insieme e di cantare più forte […] Non ci faremo dividere, non resteremo in silenzio. Non lasceremo che l’odio vinca”. Ariana Grande

Nonostante tutto la vita non si è fermata, ancora una volta; quindi: “Fuck you, I’m Millway”