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Un risultato per molti inaspettato, un’ Italia spaccata in due. Cosa succederà adesso?

Hanno votato più di 7 italiani su 10: l’affluenza è stata intorno al 73%, e già questo è un grande traguardo considerato l’atteggiamento di rassegnazione del popolo italiano negli ultimi anni. Ma è stata proprio questa rassegnazione, questa disperazione a portare una ventata di cambiamento. Chi ha perso? Ha perso l’establishment.

Chi ha vinto? Questo è meno chiaro.

L’Italia si è divisa: il 4 marzo ha prevalso il Movimento 5 Stelle soprattutto al Sud della penisola, ottenendo il 32.53% dei seggi alla Camera e il 31.95% al Senato che, in numeri, equivale a rispettivamente 231 e 115 seggi. Si è così delineato come il primo partito d’Italia, ostacolato “solo” da una coalizione più grande di lui: quella del centrodestra. Soprattutto al Nord della paese, si è votato per Lega in primis e Forza Italia in secundis, il centrodestra ha così ottenuto il 36.96 % alla Camera e il 37.44% al senato, ovvero 259 e 158 seggi (sommando quelli ottenuti da Lega, Forza Italia, Fratelli di Italia e Noi con l’Italia – Unione di Centro). E adesso? Nessuno di questi numeri arriva a 316. Questo è infatti il magic number per far sì che un governo effettivo si possa formare. Sono necessari accordi. Servono nuove alleanze. Ma sembrano impossibili da raggiungere: tutti vogliono governare. I due leader ad emergere sono il segretario del partito M5S, Luigi di Maio, e il segretario della Lega, Matteo Salvini: è lui a prevalere nel centrodestra dal momento in cui il suo partito ha battuto tutti gli altri all’interno della coalizione. Il futuro è ancora incerto e c’è molto timore, ma anche tanta speranza. Gli scenari possibili sono tanti: si potrebbe decidere di formare un esecutivo M5S-Lega-FdI che rappresenterebbe al meglio il volere degli Italiani, oppure il M5S potrebbe scegliere di schierarsi con PD e LeU, anche se in molti sembrano essere infelici d’innanzi a questa ipotesi e, non solo, non si sa chi potrebbe guidare una coalizione di questo tipo perché l’alleanza di centrodestra potrebbe opporsi ad avere di Maio a Palazzo Chigi. Insomma, per i prossimi giorni si prospetta una caccia alle alleanze da parte delle due forze prevalenti e la speranza più grande è che, in politica, si faccia finalmente l’interesse non dei politici ma dell’Italia e degli Italiani. Italiani che hanno espresso il loro volere tramite il voto ed hanno scelto la via meno facile, più rischiosa, e non solo: che sarebbero disposti a votare ancora qualora gli accordi ipotizzati non venissero raggiunti. L’Italia non è rimasta in silenzio e non lo farà più: faremo sentire la nostra voce ancora, e ancora se ci venisse chiesto di riandare al voto, se il programma concordato non rispecchiasse il nostro volere, ma soprattutto se le cose non dovessero cambiare.