CDD

Noi di 360°, in collaborazione con The Insider Journal, abbiamo intervistato i candidati al Consiglio di Dipartimento di scienze politiche. Questo è ciò che ci hanno raccontato.  

Perché hai deciso di candidarti? 

Umberto Scifoni (CDD triennale): 

Da oltre un anno e mezzo mi occupo del mondo delle associazioni e, di conseguenza mi sono interessato particolarmente alla vita universitaria, specialmente nel nostro dipartimento; un dipartimento, molto ampio, che ha bisogno di maggior partecipazione attiva da parte di tutti gli studenti, affinché ci sia una crescita “collettiva”. Ci sono tante opportunità che molti sottovalutano o che non prendono neanche in considerazione: una partecipazione più attiva degli studenti è necessaria, in modo tale da creare una struttura ancora più efficiente, che possa garantire, al di fuori dell’Università stessa, maggiori attitudini lavorative. Penso che ci siano comunque delle problematiche sul punto, che possono essere risolte o anche, più semplicemente, migliorati.

Niccolò Muncibì (CDD triennale): 

Ho deciso di candidarmi anzitutto per passione: a me piace fare queste cose, mettermi a servizio delle persone. Sono arrivato qua solo da pochi mesi, però subito ho notato delle cose che si possono migliorare, delle piccole inefficienze all’interno della nostra Università e io credo di essere la persona giusta per risolvere queste cose. Sono stato rappresentante di istituto per tre anni, ho avuto a che fare con esperienze di questo tipo e secondo me è molto importante che il rappresentante si metta ad ascoltare gli studenti (nel mio programma ho dato risalto a questo punto) e penso di essere in grado di sistemare tutte quelle piccole inefficienze che, sommate, possono causare grandi problemi.

Silvio Ghidini (CDD triennale): 

Io sono al primo anno e, da quando sono arrivato, sono stato travolto dalla grande partecipazione di tutti i ragazzi, specialmente dagli studenti della nostra facoltà di Scienze Politiche. Abbiamo una grandissima associazione, qual è ASP, che è veramente coinvolgente. In un nucleo che ha così tante energie da mettere in campo, così tante cose da dire e così tanta voglia di fare, secondo me è importante continuare a convogliare e cercare di incanalare tutte le voci e le richieste degli studenti nella giusta direzione. Sono stato veramente contento di essere coinvolto dallo spirito generale, e ciò mi ha spinto a prendere questa decisione di mettermi in gioco, sia per gli altri sia per cercare di far crescere ulteriormente questo ambiente che mi ha accolto, nonché per crescere io stesso attraverso questa esperienza.

Marco Guarino (CDD magistrale): 

Ho deciso di candidarmi perché ho pensato che fosse giunto il momento di fare questa nuova esperienza, anche grazie all’amicizia che mi lega con Davide, per la quale ho avuto modo di vivere la sua campagna elettorale in triennale, nonché di condividere alcune delle sue proposte, tra le quali una si trova anche nel mio programma riguardo l’internazionalizzazione. In particolare mi sto battendo per l’inserimento di una meta nel mondo arabo. Fondamentale è stato l’invito rivoltomi da Davide, che mi ha scritto chiedendomi di candidarmi e di “scendere in campo” per appoggiare il suo lavoro.

Cristiana Di Tommaso (CDD magistrale): 

Anzitutto mi presento, sono Cristiana di Tommaso, studentessa al secondo anno di Governo e Politiche. Perché hai deciso di candidarti? Bella domanda! Effettivamente, il fatto di candidarsi al secondo anno di magistrale può suscitare alcune perplessità. A parte il fatto che ho ancora tanto tempo davanti prima della laurea, dal momento che porto avanti un progetto, parallelamente con gli studi, con il prof. D’Alimonte e, dunque, in caso di elezione, avrei comunque il tempo di portare avanti qualche punto del mio programma.

Ho deciso di candidarmi perché nel corso di questo anno e mezzo in cui sono stata qui in LUISS non ho trovato delle cose che invece pensavo di trovare. Dal punto di vista della didattica, per esempio, ho riscontrato delle lacune per determinate materie. Dal punto di vista dell’offerta lavorativa, sarà che ho determinate passioni rispetto al mondo della politica, però ritengo che l’Università debba fare tutto quanto in suo potere per andare incontro alle esigenze degli studenti che decidono di frequentare questo Ateneo, perché la LUISS viene scelta per l’idea che possa dare ai suoi iscritti “un qualcosa in più” che, secondo me, non sempre viene fornito. Manca qualcosa, sia dal punto di vista della didattica che dal punto di vista delle esperienze lavorative.

È per questo che, come rappresentante, mi concentrerò proprio sull’offerta formativa e sulla rielaborazione e sul miglioramento del percorso da offrire agli studenti per il loro ingresso nel mondo del lavoro.

Francesco Stati (CDD magistrale): 

Ho deciso di candidarmi, in primo luogo, perché da studente che sta frequentando un’Università privata dopo essere stato per tre anni in una pubblica posso avere una visione d’insieme più ampia rispetto a chi ha frequentato solamente la LUISS, una visione alternativa. Secondariamente, anche perché ritengo che il ruolo di rappresentante degli studenti sia un onore e un onere, inteso in senso positivo: si deve essere sempre presenti dentro e fuori la facoltà, sempre connessi. È un’attitudine che sento di possedere, per questo ho deciso di candidarmi.

Perché gli studenti del tuo dipartimento dovrebbero votarti?

Umberto Scifoni (CDD triennale): 

Anzitutto per l’esperienza, perché sono al secondo anno e ho potuto conoscere con maggiore profondità gli aspetti della facoltà, le risorse che ci sono all’interno e il modo attraverso il quale è possibile risolvere le problematiche che, in un anno e mezzo, ho potuto riscontrare. C’è poi, a mio parere, il mio programma, che sembra contenere piccole proposte, ma che nell’insieme formano tutte le nuove necessità che possono coinvolgere gli studenti di scienze politiche.

Niccolò Muncibì (CDD triennale): 

Innanzitutto per le mie proposte, perché ho fatto proposte che gli altri candidati non hanno avanzato (cito, tanto per citarne una, la proposta sul miglioramento del servizio navette). Credo di essere la persona più adatta a questo ruolo: perché sono sempre pronto a ricevere e ad ascoltare le critiche, a uniformarmi al pensiero maggioritario degli altri; perché dal mio punto di vista ci so fare e so di poter essere un bravo rappresentante.

Silvio Ghidini (CDD triennale): 

Prima di tutto, perché scegliendo me scelgono loro. Nella campagna elettorale non parliamo mai al singolare, ma sempre al plurale. L’ascolto è una componente fondamentale del nostro lavoro: abbiamo fatto girare un form di Google per chiedere agli studenti gli aspetti del nostro Ateneo e i punti del nostro programma che li soddisfacevano di più e quelli che, invece, li soddisfacevano meno. Quindi, i punti che abbiamo nel programma sono dovuti sia a idee mie che a idee degli altri studenti: vogliamo portare nell’Università qualcosa di nuovo.

Marco Guarino (CDD magistrale): 

Premesso che la campagna si sta svolgendo in maniera piuttosto corretta e pacifica, credo che, a differenza di altri candidati, io ho vissuto quest’Università per più tempo; sono qui dal 2013 e ormai so come muovermi per poter attuare le proposte che ho inserito nel mio programma. Poi io sono una persona che sa valorizzare il lavoro di squadra, cerco sempre di sentire i pareri altrui e di ascoltare le proposte degli altri, tanto che il programma è composto dalle proposte che mi sono arrivate soprattutto dagli altri studenti. Cercherò di essere un rappresentante degli studenti, ma, soprattutto, uno “studente tra gli studenti”.

Cristiana Di Tommaso (CDD magistrale): 

Penso di essere una persona abbastanza tenace, in grado di far valere le ragioni proprie e, soprattutto, quelle degli altri studenti, che appunto avanzano quotidianamente richieste che troppo spesso rimangono inascoltate. Spero (e sono convinta) di poter essere davvero il ponte tra gli studenti e i vertici. Ovviamente, uno studente dovrebbe votarmi solamente qualora veda effettivamente in me una persona in grado di interagire con le persone che sono ai vertici dell’ateneo; solamente se si fidi veramente di me e senta di poter sempre fare affidamento su di me e sul mio ruolo. Ma io sono qui per garantire agli studenti che sono una persona sulla quale potranno contare: sono pronta a spendere le mie energie e il mio tempo per il ruolo che spero mi verrà affidato.

Francesco Stati (CDD magistrale): 

Il mio obiettivo non è essere votato perché sono simpatico oppure sono tuo amico. Voglio che il voto giunga da chi condivide il mio programma, nel quale porto avanti non solo le mie idee, ma anche quelle di tutti gli studenti che in queste settimane ho ascoltato nel nostro Dipartimento. Sostanzialmente, credo di meritare il voto perché il mio è un programma “condiviso”.

Qual è la prima cosa che faresti se venissi eletto come rappresentante?

Umberto Scifoni (CDD triennale):

Ti dirò, io vorrei cominciare sin da subito a portare avanti tutte le mie iniziative, perché penso che ognuna abbia il suo valore. Ovviamente è fondamentale la questione dell’internazionalizzazione, quindi spingerò sin da subito affinché siano aumentati i posti erasmus; però un aspetto che per me è particolarmente importante è quello dell’ambito lavorativo. Dobbiamo migliorare il Career Day delle Organizzazioni internazionali, per fare in modo che sia davvero possibile iniziare un tirocinio grazie a questo evento, ponendo fine alla situazione che abbiamo visto di quegli stand di organizzazioni che arrivano, si presentano e non offrono però alcuna possibilità agli studenti, specialmente della triennale. Vorrei poi creare un Career day per i media, la comunicazione e le istituzioni pubbliche, perché c’è un settore che tocca gli studenti che non voglio fare relazioni internazionali e che è costituito proprio da questi ambiti lavorativi.

Niccolò Muncibì (CDD triennale): 

Migliorare l’applicazione della LUISS. Non è possibile che paghiamo una retta di 9000 € e non avere l’orario dei corsi di lingua o non poter essere avvisati in tempo dello spostamento delle lezioni.

Silvio Ghidini (CDD triennale): 

Come Silvio studente, ringrazierei di cuore tutti i membri del mio staff e tutte le persone che stanno sostenendo la mia candidatura. Come rappresentante, inizierei subito a lavorare. Il punto del programma cui mi sento di dare la priorità è quello che abbiamo chiamato nel programma “LUISS Project”, un ideale concorso in cui i ragazzi presentano un progetto, che può diventare realtà nel semestre successivo, con un budget stanziato ad hoc.

Marco Guarino (CDD magistrale): 

Anzitutto c’è la proposta relativa all’internazionalizzazione, ma non è l’unico punto su cui mi concentrerò sin da subito. Se dovessi insediarmi, mi concentrerei sin da subito anche sugli aspetti amministrativi, soprattutto cercherò di studiare insieme agli uffici amministrativi un modo per organizzare le lezioni e i relativi orari in modo il più congeniale possibile alle esigenze di noi studenti.

Cristiana Di Tommaso (CDD magistrale): 

Bisogna distinguere. Come Cristiana di Tommaso che non ha ancora realizzato di essere stata eletta, la prima cosa che farei è ringraziare tutti gli amici che mi hanno sostenuto: c’è gente che si sta dedicando 24/7 alla mia campagna e ho capito di essere circondata da persone che non solo si prodigano materialmente per la campagna, ma si dimostrano sempre presenti anche per sostenermi moralmente in questo percorso. È una cosa bellissima e mi ha fatto capire l’importanza dei legami che ho stretto in quest’anno e mezzo.

Come Cristiana di Tommaso rappresentante, sicuramente farò il giro delle classi per presentarmi agli studenti e ringraziarli per essere andati a votare e per avermi dato la loro fiducia. Dopodiché andrò a raccogliere le loro idee. Ho realizzato un programma proprio sulla base dei consigli degli studenti e ho intenzione di continuare su questa strada, sondando le esigenze e le idee degli studenti sia del primo che del secondo anno.

Francesco Stati (CDD magistrale): 

Come rappresentante, per prima cosa andrei a parlare con tutti gli studenti del Dipartimento, presentandomi, comunicando i miei contatti e offrendo tutta la mia disponibilità. Andrei, poi, a cercare la collaborazione dei miei “competitor”, perché le loro capacità non potrebbero che aiutare me e tutti gli studenti a realizzare più facilmente gli obiettivi del nostro programma, a mantenere i contatti con tutte le aree del dipartimento e a coinvolgere tutte quelle persone che, magari, non vedo tutti i giorni. Inizierei, infine, sin da subito la “tournee” dei vari uffici amministrativi, che dovrei visitare, se vincessi, durante il mio mandato.

Ringraziamo i candidati per la loro disponibilità ed auguriamo loro in bocca al lupo!