Il derby capitolino

Questa domenica, esattamente alle 18 di pomeriggio, ci sarà il fischio di inizio della partita per eccellenza per i romani. Ma non solo. Il derby della capitale tra Roma e Lazio è sempre stato considerato come un grande evento sportivo e calcistico dai fan internazionali del gioco del calcio e dello sport in generale. Infatti, è spesso paragonato al “superclasico” per eccellenza: quello argentino tra Boca e River. Cosa rende queste due partite che si giocano in due paesi divisi da un Oceano così simili? Semplice: le persone.
Penso non sia un caso che molti argentini abbiano una passione innata per “el fùtbol” e che assomiglia tanto a quella nostra per il calcio. Infatti, molti di loro hanno un “apellido” italiano che ricordano le loro radici provenienti dalla penisola a forma di stivale.
Ma non tutte le partite sono sentite ugualmente. Questi due derby, questi due classici, spiccano per divertimento e spettacolo. Forse sono i capitolini che sono molto simili a “los porteños” di Buenos Aires. Che vivono il derby della loro città con la stessa anima, e con lo stesso cuore.Non a caso, anche gli stranieri che giocano in queste rispettive squadre sentono particolarmente questo impegno stagionale. Sono le partite di cui senti parlare dal primo minuto che entri nello spogliatoio, ma anche appena firmi per questi colori. Oppure quando per la prima volta si sente un tifoso che infierisce contro la tifoseria rivale. E tutto questo spesso viene poi riportato sul campo.
Esempio concreto e attuale di questo è Aleksander Kolarov. Il calciatore serbo prima di approdare alla Roma, ha avuto un passato con i biancocelesti dove ha spiccato il volo in tre grandi stagioni che l’hanno poi fatto approdare al Manchester City. Poi nel 2017 è passa all’altra sponda di Roma, ma senza rimorsi. Leader e giocatore chiave fin da subito, che fin dal primo derby con i giallorossi non si è tirato mai indietro e ha dato sempre tutto, cosa non scontata se giochi contra la tua ex squadra al derby. Questo per spiegare che l’importanza di queste partite viene trasmessa soprattutto dalle persone che hai attorno, dai tifosi, e dall’attaccamento alla maglia che quando approdi a Roma DEVI avere, sia se si gioca con le aquile che con i lupi.
Altro esempio è quello di un vero romano, e un vero talento di questo sport: Daniele De Rossi. Irrilevante parlare dei derby giocati davanti la difesa, e non solo, giallorossa, che si contraddistinguono per essere stati giocati con un cuore, una testa, una grinta e un’aggressività senza precedenti. Ma quando ha deciso di lasciare la Roma, pur avendo richieste da tutto il mondo, la sua passione ha avuto la meglio sui i milioni che erano disposti a pagare per averlo squadre cinesi o statunitensi (cosa che accade sempre meno ormai). E dove è andato a finire? Dove poteva vivere le stesse emozioni che per tutta la vita aveva vissuto nella capitale. Al Boca Juniors, in Argentina.
Un pensiero dopo questi esempi va anche al combattivo Sinisa Mihajlovic. Un guerriero dentro e fuori dal campo, come sulla panchina. Non si è mai dato per vinto neanche davanti alla leucemia scoperta da poco, come quando lo si vedeva correre per il rettangolo di gioco, prima con la Roma, ma poi soprattutto con la Lazio dove ha dato spettacolo in lungo e largo. Con molti derby giocati da protagonista con una rabbia e grinta che solo certe partite ti possono dare.
Il derby non è una questione di vita o di morte, come non lo è il calcio, anche se qualcuno lo pensa. Il derby è un evento che dividendo due tifoserie, allo stesso tempo unisce un’intera città, anche se per poche ore, davanti a una televisione a casa, in un pub, in un bar, o allo stadio. Il derby è spettacolo, cori, urla, arrabbiature e festeggiamenti. Il derby, per gli amanti del calcio italiano è LA partita.
Adesso iniziate ad organizzarvi e a prepararvi perché domenica è alle porte. Per i romani, mettete in riserva un po’ di ossigeno perché per 90 minuti non si riuscirà a respirare per la tensione si taglierà con il coltello.
Lo spettacolo sta arrivando.