Hung Parliament? Questa volta no

Contro i pronostici dei sondaggi elettorali che prevedevano un nuovo “Hung Parliament”, i conservatori, i Tories guidati da David Cameron, hanno raggiunto la quota di seggi che permetterà al primo ministro di chiedere alla regina il “permesso” di formare il governo.

Giovedì, 7 Maggio, hanno avuto luogo le 56esime “United Kingdom General Election”.

Ma prima di entrare nei dettagli vediamo come funziona il sistema elettorale inglese.
Il Regno Unito è una democrazia parlamentare con una camera elettiva (House of Commons) e come tale vede il suo elettorato non eleggere direttamente il Primo Ministro; ogni circoscrizione vota una un proprio MP (Member of Parliament) appartenente ad un partito. Il partito che ottiene la maggioranza dei seggi, sui 650 totali, può formare il governo avendo come Primo Ministro il proprio leader.
A volte, tuttavia, può capitare che nessun partito riesca a raggiungere la maggioranza: si parla quindi di “Hung Parliament”. In questa circostanza è necessario formare una coalizione tra due o più partiti, come è avvenuto nel 2010 quando i tories (conservatori) e i liberal democratici, attraverso i propri leader Cameron e Clegg, unirono i propri seggi per governare come un’unica entità.

Ora, 5 anni dopo, gli agenti elettorali preannunciavano la forte probabilità che si manifestasse un “Hung Parliament” ancora più difficile da risolvere con i conservatori che avrebbero perso seggi e con i laburisti che li avrebbero aumentati (anche se non abbastanza da formare un governo) e con i liberal democratici che sono, in questo quinquennio, diventati molto impopolari.

Qualche giorno fa il “The Guardian” riportava: “questa sarà una delle elezioni più complesse e imprevedibili, gli agenti elettorali e i politici rimangono incerti così come noi su quale sarà la faccia del nuovo governo“.

Invece, nella mattinata dell’8 Maggio le cose sembrano essere andate diversamente: i tories sono vicini alla vittoria con 321 seggi, avendone guadagnati 32 dal 2010; il leader dei laburisti, Ed Miliband, si dice pronto a dimettersi dopo la delusione di giovedì notte (ricordiamo anche che in Scozia, dove storicamente erano i favoriti, sono stati superati dal partito indipendentista); i liberal democratici hanno perso 46 seggi, quasi il 16% rispetto al 2010, ma Clegg “tiene duro”.

Ma ecco che, verso ora di pranzo, arriva l’annuncio: i “Conservative” hanno raggiunto e superato i 325 seggi necessari per raggiungere la maggioranza nella Camera dei Comuni. David Cameron è riconfermato primo ministro e resterà per il successivo mandato nella famosa residenza al 10 di Downing Street.
Miliband mantiene la sua promessa dimettendosi da leader del partito laburista dicendo “voglio farlo subito perchè il partito ha necessità di avere un dibattito onesto e aperto riguardo la giusta via da seguire senza costrizioni“.
Clegg da le dimissioni assumendosi le responsabilità della caduta di consenso del suo partito.
Il leader del partito indipendentista inglese (United Kingdom Indipendence Party) Nigel Farage si è ritirato indietro, dopo aver perso contro il candidato conservatore, e mantenendo così la parola data.

Nel suo discorso di re-insediamento a Downing Street, Cameron si è detto fiero di aver guidato il primo governo di coalizione in 70 anni, ringraziando tutti quelli che lo hanno reso possibile, in particolare Nick Clegg. “lo scorso governo“, continua, “ha messo le fondamenta per un futuro migliore, ora dobbiamo costruire su queste”. Ha poi sottolineato come il poter formare un governo di maggioranza permetterà di realizzare con facilità i punti del programma conservatore, tra cui ricordiamo la politica sanitaria, la riduzione delle tasse, l’ampliamento dell’offerta lavorativa. Ha parlato anche di un referendum per stabilire il futuro del Regno Unito nell’unione Europea.
Il ri-eletto Primo Ministro del Regno Unito ha lasciato il suo pubblico con le parole “together we can make Great Britain, greater still”.