Zero: quello che non siamo

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Le Luci della Centrale Elettrica – I Destini Generali

Ognuno di noi, nel corso della sua vita, attraversa la Storia, sì, esattamente quella con la s maiuscola. Non c’è modo di sfuggire alla storia e anzi è lei che, a seconda delle vicende umane e non, decide l’intensità delle nostre vite.
Mi spiego meglio. Pensate alla vita condotta da un maschio bianco della classe media in America negli anni del boom economico.Un lavoro, la prima auto, un matrimonio (magari anche un divorzio) e dei figli. Ipotizzo. Ora pensate alla vita di un bambino siriano che in dieci anni di vita ha visto più orrori di quanti ne possiate mai aver visti voi. Non c’è altro da dire: navighiamo sospinti dagli eventi storici, ed è l’intensità di questi, non la nostra forza di volontà, a determinare l’efficacia del nostro timone.
Pensate alla storia come una sinusoide. Ponendo sull’asse delle ordinate un ipotetico numero degli eventi significativi e su quello delle ascisse il dato cronologico potremmo collocare la nostra storia, quella della mia generazione, su di un tratto con grande pendenza, in cui, nel più breve arco di tempo accadono il massimo degli eventi significativi. La mia generazione, quella che inflazionalmente viene chiamata «zero», è una barca alla deriva nel mare della storia ed è qui che tutto torna. Navighiamo in acque inesplorate: la rivoluzione tecnologica ha così radicalmente cambiato il nostro mondo che non esistono, o sono ad ogni modo pochi, i fari da seguire. La mia generazione porterà sulle sue spalle il peso di cambiamenti di una portata così grande, che riesce difficile ora capire. Eppure ne intuiamo la portata, o dovremmo, quando vediamo il Medio Oriente franare o il progetto del liberalismo fallire in tutto il mondo.
La televisione pornografica, la crisi della carta stampata e la sharing economy. Il mondo cambia giorno dopo giorno e la storia ne fa il verbale. Credo allora che raccontare la mia generazione, che ha visto le ultime luci del tramonto e vedrà le prime dell’alba, vuol dire scrivere di quello che tra cinquant’anni sarà un altro impegnativo capitolo del Sabaducci-Vidotto, e per questo mi scuso con gli studenti del domani.
Main Streaming vi racconta le storie della Storia. Una traccia, sfortunatamente delebile, del cambiamento e dei ragazzi che da adulti si troveranno in prima fila a fare i conti con gli errori del passato.
Siamo una generazione terrorizzata dal mainstream, disgustata dalla pubblicità e stufa della tv in chiaro. Siamo quelli della musica underground, del «melafonino» e dei servizi streaming. Siamo il «popolo di internet» e forse questo è vero, siamo i pioneri di un mondo differente da quello dei nostri genitori e se abbiamo finora sbagliato molto, probabilmente il peggio deve ancora venire. Eppure siamo la generazione più istruita e specializzata di sempre e pagheremo gli errori dei nostri padri, forse perchè non potremo fare altrimenti, forse perchè avremo assunto maggiore consapevolezza di quanto stiamo affrontando.
Probabilmente, la storia dirà di noi che non siamo stati abbastanza, ma saremo comunque stati più di uno zero.