Il Festival di “Internazionale” colora Ferrara prima di arrivare a Roma

Il racconto del Festival di Internazionale a Ferrara, evento ormai classico per la rivista di attualità

Come ogni anno dal 2007, a Ferrara (città d’arte e patrimonio dell’UNESCO, situata in Emilia Romagna), nel mese di Settembre, si tiene uno dei festival giornalistici più importanti a livello nazionale: il “Festival di Internazionale”.

“Internazionale” – così di chiama la famosa rivista ad uscita settimanale- si occupa di temi di attualità: dalla politica, alla letteratura, alla scienza. Raccogliendo articoli provenienti dai giornali più famosi in tutto il mondo, Internazionale fornisce al proprio lettore uno sguardo a trecentosessanta gradi su tutti i temi più “hot”, come anche su temi più ricercati o meno affrontati.

La rivista di Giovanni De Mauro, il direttore, è molto attiva anche e principalmente sul web, dove, oltre ad alcune rubriche, vengono pubblicati quotidianamente brevi articoli per avere un riscontro con i lettori, che possono commentare fornendo indicazioni o giudizi riguardo al contenuto e alla stesura dei suddetti.

Ogni anno dal 2007, quando il team del giornale, supportato dal Comune di Ferrara, da ARCI Ferrara e da Ferrara Sotto le Stelle, ha iniziato questo progetto, Internazionale organizza l’omonimo festival nella cittadina emiliana, che viene invasa da giovani interessati, curiosi e motivati, giornalisti provenienti da tutto il mondo, capaci di creare un clima multietnico estremamente stimolante.

Come sempre, l’attualità ha giocato un ruolo fondamentale: nuove conferenze e incontri sull’immigrazione – tema centrale dei nostri tempi – insieme all’economia e all’ambiente. Naturalmente si è discusso anche di “Brexit” e del “Il futuro dell’Unione Europea dopo l’uscita della Gran Bretagna”.

Quest’anno sono stati 31 i Paesi rappresentati da 240 ospiti con i background più diversificati; tra i più importanti hanno presenziato: la giornalista egiziana Lina Attalah con il sociologo e senatore Luigi Manconi che, con la compartecipazione di Claudio Regeni (il padre di quel Giulio ucciso proprio in Egitto qualche mese fa), hanno parlato dell’Egitto a cinque anni dalla Primavera araba. Eric Jozef di Libération, Tom Kington di The Times e Regina Krieger di Handelsblatt, sono stati moderati da Gad Lerner in un dibattito sulle riforme di Renzi e sul loro possibile effetto in Italia. E ancora Jonathan Freedland del “Guardian”, la giornalista francese Natalie Nougayrède e il giornalista americano David Rieff, moderati da Renato Coen di Sky TG24, hanno voluto mettere a confronto il candidato alle presidenziali statunitensi che rappresenta in questo momento una delle più grande minacce al mondo occidentale, e i populisti europei.

All’evento anche la nostra Università ha avuto la sua rappresentanza. Infatti, oltre allo “Stand Luiss” in piazza Trento e Trieste (piazza principale della città, nonché grande punto di raccolta) domenica 2 Ottobre, sullo stage del Cinema Apollo, il professore di sociologia del terrorismo, Alessandro Orsini, con il sociologo franco-iraniano Farhad Khosrokhavar e il politologo Olivier Roy, ha tenuto una conferenza dal titolo “I nuovi jihadisti europei. Chi sono e cosa vogliono i giovani che scelgono il terrorismo”.

Anche quest’anno, grazie ad un pubblico partecipe ed interessato, ai numerosi volontari tra i quali i liceali dei locali Liceo Classico L. Ariosto e Liceo Scientifico A. Roiti, con la collaborazione di studenti del Liceo V. Alfieri di Torino in prima linea e ad uno staff molto efficiente, il Festival di Internazionale è riuscito nel suo intento: raccogliere giovani ed adulti da tutto il mondo per confrontarsi, grazie all’aiuto di esperti, su macro-tematiche che spesso sentiamo nominare ma non riusciamo mai per davvero ad interpretare completamente.