È rinata una stella

“A star is born”, perfetta alchimia tra Bradley Cooper e Lady Gaga in una storia di musica e passione

cooper

Correva l’anno 1937 quando nelle sale statunitensi veniva proiettato “A Star Is Born”, il primo. Dopo 81 anni e due remake, Bradley Cooper riporta sul grande schermo una storia che resta sempre attuale e che si rivela ancora capace di emozionare.
Perché il cinema è innanzitutto strumento d’indagine della realtà. Scorrono veloci gli anni, ma esso ci ricorda che il tempo sembra non passare quando ci ritroviamo in sala e le luci si spengono. Pronti a vivere un’altra storia. E questo film ci ricorda che, allo stesso modo, non passano il talento e la passione, non passano il genio e la sregolatezza, non passano gli effetti distruttivi dell’alcolismo e della dissolutezza. Ma soprattutto non passa l’amore per la musica. E la musica dell’amore.

Jackson Maine è una star del rock, contraddistinto da uno stile di vita nomade e bohémien. Ally, una sognatrice di modeste origini, ancora in cerca della propria strada. Entrambi legati da una passione, la musica, e ben presto da un forte sentimento. In una nottata insonne alla ricerca dell’ennesimo bicchiere, un barcollante Jackson Maine (il sempre più convincente Bradley Cooper) si ritrova all’interno di un gay-bar, dove scoprirà un grande talento e un ancor più grande amore. Ally, appunto. Ed è sulle note de “La Vie en rose” che avviene il loro primo incontro, dove Maine chiede a Allie (una inaspettata Lady Gaga) di togliersi una delle sopracciglia finte, creando fra i due una precoce intimità.
Per 135 minuti assistiamo ad una relazione tanto intensa quanto turbolenta, ad una ascesa (del personaggio interpretato da Lady Gaga) e ad un declino (del suo partner), ad un complicato rapporto fraterno e ad una mai svelata figura paterna, da cui però Maine sembra aver ereditato quel gomito facile a sollevarsi. Tutto impreziosito da una perfetta alchimia fra i due protagonisti, da interpretazioni toccanti e da una voce, quella di Lady Gaga, ancora una volta sublime.
“La musica è fatta da 12 note” dice Maine. “È il modo in cui vengono usate per dire qualcosa a fare la differenza”. Se lo stesso discorso vale per il cinema, questo film l’ha fatta eccome, la differenza.

Ed allora, questo parallelismo con la “vie en rose” è destinato a esaurirsi molto presto, perché i due protagonisti non riescono mai veramente a vedere la vita colorata di rosa. Il successo ha sempre un prezzo alto da pagare, e dalla battaglia (o bottiglia, come preferite) con l’alcol e la droga può rivelarsi difficile uscirne illesi. Battaglia che fu persa anche dalla stessa autrice della canzone, Edit Piaf.
L’esordio cinematografico di Lady Gaga sul grande schermo e di Bradley Cooper in cabina di regia si trasforma in un’opera delicata e commovente, destinata a diventare un cult assoluto e a vincere la prova del tempo. Tempo che, come già precisato, il cinema è capace di arrestare. È nata una stella. Anzi, più d’una.