Ci sono canzoni che rimangono incise nel cuore, oltre che nei dischi. Brani che faranno da sottofondo, come una colonna sonora ai nostri ricordi. Sono abbastanza convinto che i “Journey” quando nel 1981 scrissero “Don’t Stop believin’ “ non pensassero a quello che sarebbe successo anni dopo. Inciso: ho una piccola preferenza, la versione originale cantata dal delizioso dolce timbro di Steve Perry, ma non mi dispiace quella che più volte è stata proposta nella serie televisiva Glee, ad ogni modo ognuno ha i propri gusti. Sono un amante delle parole, ed in generale non penso che qualche verso possa racchiudere la sostanza di un periodo in poche lettere. Credo comunque che tra le sfumature di “Don’t stop believin’, Hold on to that feelin’, Streetlight people” ci sia custodito molto di questi 89 giorni.

È stata la stagione della “Streetlight people”, la gente della notte. Non solo per le notti balorde in riva al mare, ma anche per noi sfortunati amanti dello sport. Affascinati dalle prime Olimpiadi sudamericane. Abbiamo attraversato fusi orari atlantici, ansiosi di vedere quella fiamma accendersi. Vittime del jet lag, e della saudade una volta spentasi. In mezzo tante storie, sorrisi, medaglie ed emozioni. L’estate dei sentimenti, quelli a cui si aggrappano i tanti migranti. Chissà forse una vana chimera di trovare la quiete al di là del Mediterraneo. Una crisi senza sosta, come l’andirivieni delle onde che coccolano i villeggianti, ma distruggono le speranze. Un incessante esodo raccontato, ma poi messo da parte, per seguire le esigenze di un’agenda mediatica che ha preferito migrare verso argomenti più leggeri per raccontare questa calda stagione.

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E poi è arrivato il momento del “Don’t stop believin’“. Per gli abitanti di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, e delle altre frazioni colpite dal terremoto del 24 agosto. Credere nella rinascita, dopo la devastazione. Credere nei sentimenti, che neanche un terremoto può distruggere. Loro, popolo che nella notte ha incontrato il destino, e in pochi istanti ha cambiato l’esistenza. Passioni ed emozioni che la redazione di 360° cercherà di dedicare ad ogni pubblicazione. Come gli uomini-lampione che inseguono i loro sogni anche di notte. Metteremo in queste pagine i sentimenti che teniamo stretti, cercando di trasmetterli. Inseguiremo i nostri sogni. Non cercheremo di convincere, ma di spiegare. Raccontare, senza cercare di eccitare ed agitare. Ma sicuramente non smetteremo mai di credere in quello che facciamo.

Dont’ stop believin’ “ cantava un gruppo di San Francisco 25 anni fa, ma probabilmente hanno ragione ancora oggi.