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Le parole “Democrazia” ed “Unione Europea” sono comunemente oggetto di critiche quando poste nella stessa frase, sebbene spesso non sia affatto chiara la reale dinamica democratica in quello che è lo sfondo europeista. Innanzitutto, occorre trattare la fonte trattaria di quella democraticità che appare, quantomeno all’opinione pubblica, così lontana dal nostro sistema interno.

Infatti, nel quadro delle Istituzioni Europee, disciplinato ed organizzato dall’art 13 TUE, spiccano due istituzioni, a cui questo articolo tenderà accennare: il Parlamento Europeo, e la Commissione Europea.

In primis, il Parlamento Europeo “è composto da rappresentanti dei cittadini dell’Unione […] eletti a suffragio universale, diretto, libero e segreto” ex art 14 TUE. Quindi, al pari di quanto avviene per il nostro Parlamento nazionale, l’elettorato attivo e quello passivo coincidono. In altre parole, sono i cittadini stessi a votare ed eleggere coloro che saranno i propri rappresentanti all’interno dell’assemblea. Questo pregio morale, caratterizzante unicamente il Parlamento Europeo, prende il nome di “legittimazione democratica”, ed è stato ufficialmente riconosciuto a seguito della decisione del Consiglio UE del 20 Settembre 1976, ratificato con la L.278/76. Quanto detto rende chiaro il motivo per cui presentarsi a maggio, alle urne, è di estrema importanza per far si che la propria voce ed i propri ideali vengano impersonati in Europa.

In aggiunta, a rinforzare la similitudine tra l’assemblea comunitaria e quella nazionale, bisogna considerare che, i partiti candidati per le elezioni europee sono gli stessi che concorrono nelle nostre primarie. Considerando, evidentemente la possibile compresenza anche di coalizioni extra-territoriali, dette Famiglie Politiche, guidate da ideali comuni, come ad esempio lo storico partito dei Verdi, assente in Italia, o quelli dei socialisti europei e dei nazionalisti. Ovviamente, non potranno non mancare possibili accordi tra partiti, su territorio comunitario, come quello  che sembrerebbe poter nascere tra il M5S ed il gruppo francese dei “gilets jaunes”, a scapito dei rapporti diplomatici Italia-Francia.

Inoltre, è utile sottolineare una prassi oramai consolidata, riguardante la nomina della Commissione Europea su cui è necessario effettuare una riflessione. Nonostante il silenzio del TUEe del TFUE in materia, la designazione del Presidente della Commissione, normativamente oggetto di decisioni del Consiglio Europeo, sarebbe fortemente influenzata dal potere di proposta del Parlamento Europeo.

Cosa significa in termini pratici?

Significa che, come successo per Jean-Claude Junker nell’omonima legislatura, il Parlamento, dopo essersi insediato, propone il possibile futuro presidente della Commissione, generalmente individuandolo nel candidato di punta del partito vincitore delle elezioni Europee. In altre parole, il voto che verrà dato dai cittadini degli Stati Europei quest’anno, condizionerà la scelta di quella che è una tra le cariche individuali più incisive a livello comunitario!!

D’altro canto, è indubbio presentare alcuni meccanismi, che mettono in discussione quanto detto fin ora. Basti ricordare che, a seguito di sentenze-pilastro del diritto comunitario come Van Gend &Loos (1962), è stata riconosciuta la diretta applicabilità dei regolamenti e delle direttive emanate dalle Istituzioni Europee, ex art 289 TFUE. Infatti, oggi, i regolamenti non necessitano di alcun atto interno (es. legge parlamentare) per essere resi effettivamente vincolanti nei confronti dei cittadini, mentre, nel caso delle direttive, è necessario un atto interno, il quale però costituisce soltanto un’accettazione formale e non contenutistica della disposizione comunitaria.

Ciò concludendo, ci sono vantaggi e svantaggi, argomenti a favore e contro quella che è la democrazia effettivamente presente nel sistema dell’Unione Europea. Ma proprio per questo è necessario presentarsi, dal 23 al 26 maggio, alle urne come studenti, cittadini ed elettori consapevoli delle conseguenze elettorali delle scelte in gioco. Motivo per cui, partecipare ad eventi finalizzati a questo scopo, non può che essere ausiliario per far si che sia la nostra scelta ad esser da nocchiero alla barca dell’Unione contemporanea.