C’eravamo tanto odiati…

Il tedesco ex Red Bull vince il GP di Malesia ed è subito Vettel-mania

Sepang, 29 marzo ’15 – Finita finalmente la lunga carestia vissuta troppo a lungo (una vittoria così si era vista in Spagna, infatti, nel 2013), la Rossa di Maranello è tornata sul gradino più alto del podio grazie ad uno dei piloti più odiati dai cultori del Cavallino Rampante: Sebastian Vettel.

Il tedesco classe 1987, grazie alle sue quattro  vittorie consecutive del campionato del mondo di Formula 1, firmate Red Bull, si era conquistato il rancore di tanti Italiani e non, i quali adesso, pare, lo vogliano paragonare già a Re Shumi.

E lui fa tutto il possibile per attrarre su di sé le simpatie di chi prima gli tirava macumbe e motore in panne. Al settimo cielo ha gridato la sua felicità via radio, in un italiano tutt’altro che stentato, ha pianto sul podio, ha riso, ha saltato, e con una gaiezza mai vista ha abbracciato i meccanici che lo attendevano all’arrivo, sceso dall’auto.

Il successo di Seb –così tutti lo chiamano ora (haters compresi)- viene da lontano, però. Dietro di lui, pilota giovane, ma attenzione a dargli del pivello, c’è un gruppo di meccanici, tecnici, strateghi, i quali lavorano ed hanno lavorato nell’ombra dei box e di Maranello, per partorire un’automobile finalmente competitiva, che può dimenticarsi i complessi di inferiorità dell’ultima, tragica, era, quella Montezemolo-Domenicali-Mattiacci. Marchionne ed Arrivabene si sono allontanati dai signori dei piani alti che volevano chiedere alla FIA di cambiare le regole per far piacere alla Ferrari, si sono dati da fare sul campo, non sulla burocrazia, perché nulla abbiamo da invidiare a quelli che producono bibite energetiche o a chi tante volte ci ha trattato con sufficienza: la Mercedes.

La vettura, dal canto suo, dimentica i difetti passati, ha un motore più potente e con più coppia, ha un’aerodinamica ora decisamente funzionante ad accorgimenti telaistici che non si vedono. Dal canto suo, Vettel ha ottimizzato quello che gli è stato dato, smentendo in modo brutale chi dubitava del suo talento nonostante i mondiali vinti, tra i quali Hamilton (e l’infortunato Fernando Alonso, a volerla dire tutta) che ieri è stato sonoramente battuto. Sebastian ha messo a tacere tutti e in due giorni ha mostrato di essere il fenomeno che si conosceva sul bagnato e lo stratega delicato quanto infallibile sull’asciutto.

Che la Ferrari avesse fatto qualche passo avanti lo si poteva immaginare dai risultati Australiani, ma che potesse ottenere il primo posto già alla seconda gara, in casa Petronas, va ben oltre ogni previsione. Perché c’è anche Kimi Raikkonen, il quale nonostante il week end decisamente difficile ha portato poi la sua vettura in quarta posizione, terminando la gara con punti preziosi per la Scuderia Italica.