Boing Boeing

Turbolenze causa 737 MAX

Il 10 marzo 2019 il volo 302 della Ethiopian Airlines che partiva da Adis Abeba diretto a Nairobi è precipitato poco dopo il decollo. Sono morte tutte le 155 persone a bordo. L’aereo in questione era un BOEING 737 MAX, l’ultimissima versione del longevo 737, l’aereo più utilizzato dai vettori per il corto e medio raggio. Questo disastro aereo segue un altro tragico incidente avvenuto lo scorso novembre in Indonesia dove un volo della Lion Air è anch’esso precipitato poco dopo il decollo in circostanze simili. Complessivamente nei due incidenti sono morte 346 persone.

Riguardo al primo incidente si è ritenuto che fosse stata una tragica fatalità legata ad errori umani piuttosto che a malfunzionamenti del velivolo. Ma con quest’ ultimo, la prospettiva è radicalmente cambiata. Infatti, le dinamiche che hanno portato allo schianto sono molto simili a quelle del volo della Lion Air. Essendo i nuovi aeromobili 737 Max da poco introdotti, ci si è preoccupati della sicurezza di questo nuovo velivolo utilizzato ancora da poche compagnie. Molte agenzie per la sicurezza del volo hanno deciso di bandire temporaneamente dai cieli i BOEING 737 MAX, in attesa che fossero identificate le ragioni dell’incidente.

Dagli ultimi rapporti emerge che la principale criticità sia relativa al software di assistenza al volo, che interviene automaticamente in particolari condizioni. Nel caso specifico sarebbe stato il sistema di prevenzione dello stallo, ossia la situazione in cui un aereo per la sua bassa velocità non riesce a creare abbastanza deportanza da mantenerlo in volo. Il software sarebbe intervenuto automaticamente senza che ci fosse un reale bisogno, mettendo i piloti in seria difficoltà. Questi ultimi avrebbero espletato tutte le procedure indicate da BOEING per risolvere l’errore ma senza ottenere alcun successo. 

Nei giorni successivi all’incidente La Boeing ha riportato pesanti perdite in borsa, che tuttavia sono state parzialmente recuperate nell’ultimo mese. La Corporation americana ha cercato di tranquillizzare autorità, investitori e compagnie aeree affermando che avrebbe presto rilasciato una nuova versione del software di assistenza al volo che avrebbe risolto qualsivoglia problematica. Tuttavia alcune compagnie sono ancora colpite pesantemente dal divieto imposto al 737 MAX. Tra queste Norwegian, Una compagnia aerea Low-cost, ha dovuto rinunciare ai suoi diciotto 737 MAX già in flotta, dovendo rimodulare voli e cercare aeromobili alternativi, perlopiù in Leasing.  Secondo degli analisti di JP Morgan, una banca di investimento, il divieto potrebbe protrarsi oltre il settembre prossimo. Ciò sta arrecando danni a molti soggetti che hanno siglato contratti di acquisto o altro genere, oltre alla stessa Boeing. Quest’ ultima ha annunciato che ridurrà la sua produzione di 737 MAX prevista di 52 unità mensili a 42 nei prossimi mesi. Questa scelta è dettata dall’ annullamento degli ordini effettuati da alcune compagnie. L’ultima a rinunciare ai nuovi aeromobili è stata la società China Aircraft specializzata in leasing di aeromobili, che ha recesso da una commessa di 100 737 MAX. Probabilmente molte compagnie decideranno quantomeno di apportare modifiche ai contratti stipulati con Boeing. Gli ordini del suddetto aereo ammontano a oltre 5000 unità che andranno drasticamente diminuendo. Difatti l’incertezza creatasi sta ponendo serie difficoltà ai principali attori. Le compagnie già utilizzatrici devono sostenere costi più elevati per sostituire i velivoli bloccati a terra e quelle che avevano predisposto piani di rinnovamento della flotta con i nuovi 737 MAX sono in attesa di ulteriori sviluppi. Tra queste c’è Ryanair che aveva siglato accordi per 135 aerei con la prima consegna prevista in aprile.

Solitamente quando un competitor delle dimensioni della Boeing soffre, l’altro ne dovrebbe trarre importanti vantaggi. La Airbus, costruttore da tempo rivale della compagnia americana, potrebbe accaparrarsi nuovi clienti provenienti da Boeing. Il rivale europeo del 737 Max è il 320 neo con le due varianti 321 neo e 319 neo che offre prestazioni e consumi similari al 737 Max, quindi un quasi perfetto sostituto. Tuttavia, vista la grande richiesta di nuovi aerei negli ultimi anni per far fronte a una domanda passeggeri e cargo crescente e per limitare i costi per il carburante (risparmi che possono arrivare al 20% sulla generazione precedente), fino ai prossimi 3-4 anni le linee che assemblano i nuovi aerei saranno tutte piene. Quindi, a meno che non si aprano nuovi stabilimenti, il che richiederebbe tempi lunghi in un orizzonte a breve-medio termine, le quote di mercato in occidente non dovrebbero variare molto. La situazione più interessante riguarderà la Cina dove si sta affermando un nuovo competitor sostenuto dal Governo Cinese: la Comac. Questa ha appena siglato contratti per 800 nuovi aerei C919 da consegnare alle compagnie cinesi nei prossimi anni. Il Governo Di Xi Jinping punta a rendere meno dipendente il mercato cinese da Boeing e Airbus, viste anche le relazioni problematiche con gli Stati Uniti.

La stessa Cina ha altresì siglato un accordo con il colosso europeo per la fornitura di 290 airbus 320 nell’incontro il mese scorso tra i Presidenti Macron e Xi Jinping a Parigi.

La situazione di Boeing è ancora difficilmente valutabile. Tutto dipenderà dalla celerità con cui riuscirà a risolvere il problema tecnico dei 737 MAX. La produzione del velivolo, seppur ridotta, continua ad essere massiva, poiché, nonostante le varie cancellazioni degli ordini, questi rimangono numerosi, per ora.

Secondo degli analisti di JP Morgan, l’autorizzazione al volo per il 737 MAX da parte delle agenzie non avverrà prima di settembre, sempre che gli ingegneri della Boeing riescano tempestivamente ad aggiornare il software di volo. Questo lasso di tempo non sarebbe così lungo da provocare una radicale perdita di ordinativi. I principali clienti possono permettersi di aspettare ritardi contenuti sulle consegne, anche perché Airbus non sarebbe in grado di assorbire molti nuovi ordini per gli aerei a corto-medio raggio. Tuttavia questi incidenti minano la reputazione di Boeing costruita nel corso degli anni con successi tecnici e commerciali come il 737 per il medio raggio e il 767 e 787 per il lungo raggio. Se molti dei contratti attuali non sono a rischio, molti altri futuri da stipulare potrebbero esserlo.