Basta un raggio di sole

Ed un mare di ricordi

Ed un mare di ricordi

Oggi il sole si affaccia su Roma. Percorro ancora una volta questa mattina strade già segnato dai miei passi.  Eppure tutto sembra cambiato, tutto è diverso.

Finalmente non ho più il peso dell’ombrello tra le mani: i miei occhi possono rivolgersi al cielo, a quegli angoli degli edifici che senza paura contrastano con quell’immensità, così spigolosi e sfrontati da confrontarsi con tanta grandezza, facendo a gara a chi discorda di più.

Stamattina il passo è più calmo, non sento di dover andare più veloce per arrivare prima possibile. Metto un piede davanti all’altro senza fretta, senza sentire il battito del cuore che accelera insieme alle mie preoccupazioni.

 

Mi guardo intorno e noto tanti piccoli particolari che camminando a testa bassa per evitare le pozzanghere non avevo mai osservato. E stavolta non mi importa se poggio la scarpa su una mattonella del marciapiede poco stabile, perché potrà solo regalarmi un punto di vista diverso e non una caviglia interamente zuppa d’acqua.

 

Penso immediatamente che questo sguardo è lo stesso con cui a casa non smetto di guardare il mare: sempre stupita, sempre affascinata, come se anche quest’immensità non fosse sempre stata lì, a portata d’occhio. Un mare che ti riempie la vista, che te la fa bruciare, a qualsiasi ora del giorno o della notte.

 

Caro mare, quanto mi manchi. Lo sguardo è lo stesso, è vero, ma gli odori sono completamente diversi, l’aria diversamente carica. La tua, la respiro a pieni polmoni appena mi avvicino e so quanto mi fa bene. È come un abbraccio, una cura, un segreto da tenersi stretto. La tua aria mi riempie la mente di ricordi, diventati foto da sfogliare: l’accappatoio abbinato con mia sorella, i capelli che è meglio asciugarli al sole, restare fino agli ultimi raggi, insegnare ai più piccoli tutti i trucchi per giocare con la sabbia, andare sotto l’acqua per ascoltare il rumore delle onde (che è molto più bello che sentirle da sopra).

Forse è per questo che quando torno, vederti mi toglie sempre un po’ il fiato dalla felicità. Alcune cose non si dimenticano, alcune appartenenze semplicemente restano dentro di te.

Ed un mare di ricordi

Eppure, questi alberi alti qui sono capaci di altrettante magie, di creare altrettanti ricordi. Sono capaci di spazzare via in un istante ogni traccia di malinconia: regalatemi del vento mentre passeggio accanto ad una fila di chiome verdi e mi riempirete di gioia. No, questi fruscii non mi spaventano: sono una dolce culla che mi sospinge al passo successivo.

 

Basta così poco per sentirsi grata della vita? Credo proprio di si, credo proprio che più ci si riesce con poco a sentirsi bene, più si stanno apprezzando davvero i doni quotidiani. Einstein la chiamava “sacra curiosità”: come si fa a non rimanere stupiti di fronte a cose così emozionanti e altrettanto misteriose?