Mentre oltre la Manica la premier Theresa May cerca l’accordo con la leader degli Unionisti dell’Irlanda del Nord Arlene Foster per andare al Governo, e mentre in Francia, attraversata a ritroso la stessa Manica, si possono già osservare i volti nuovi del primo turno per l’Assemblea francese – tutta volta a dar spazio ai giovani – anche nello stivale si svolgono le amministrative per decidere chi saranno i nuovi primi cittadini ed i rispettivi consiglieri comunali delle regioni italiane.


Sono stati 9.2 milioni gli italiani chiamati al voto domenica e 1.005 i comuni che hanno rinnovato il sindaco e il consiglio comunale in questa tornata di elezioni amministrative che prevede un eventuale turno di ballottaggio il 25 Giugno.

Il dato che subito emerge è la posizione degli schieramenti politici.

Con grandissimo stupore per gli italiani, da chi è andato alle urne a depositare il proprio voto a chi dentro le urne ci aveva “messo la faccia” anche nel suo senso più materiale, il Movimento 5 Stelle ha conosciuto una clamorosa disfatta durante la battaglia alle amministrative, ma sembra non avere alcuna intenzione di perdere la guerra alle elezioni: obiettivi sono la Sicilia e il Governo Nazionale.

Al Nord, soprattutto, l’effetto 5 Stelle non c’è stato con l’esclusione da tutte le piazze importanti al voto lo scorso 11 Giugno: fuori da Padova, da Verona, da Monza, da Genova. Una vera e propria debacle per chi lo scorso inverno, con l’elezione a Sindaco in due grandi città come Roma e Torino, rispettivamente Virginia Raggi e Chiara Appendino, ha creduto dell’onda del cambiamento a trazione cinquestelle.


Ed intanto Beppe cerca di far girare le carte sul suo Blog descrivendosi noncurante dei propri detrattori. Si trattasse degli esponenti dei partiti avversari o degli analisti iettatori di questi tempi gaudenti per un ritorno all’orizzonte del tradizionale bipolarismo Pd – centrodestra all’italiana, lui non abbandonerà la nave.


Tra coloro che tornano a casa in questa tornata elettorale senza neanche un premio di consolazione, c’è anche la Sinistra. Nemmeno il dato del PD risulta essere entusiasmante se si considera che pur governando in dodici dei venti capoluoghi in cui è andato al voto, ha vinto al primo turno solamente in due di questi, tra cui Palermo, ma con un dettaglio burocratico per nulla indifferente ovvero senza la propria lista, perchè il candidato Sindaco Leoluca Orlando si è rifiutato di farla presentare. Ovviamente con buona pace di Matteo Renzi e dei palermitani piddini, in questo caso.

E’ sempre di Leoluca Orlando la scelta di non presentarsi in studio da Enrico Mentana ad una breve call per rilasciare una veloce dichiarazione agli italiani spettatori, come sarebbe stato giusto fare nel pieno della maratona dello spoglio, ma non sia mai che Chicco si permettesse di associare il suo nome a quello del Partito Democratico. E quindi anche per te, Leoluca, giù con gli shares.

Sembra proprio che tra i due litiganti, “Il Berlusconi” goda. Il centrodestra infatti è da sempre la forza che in nome del proprio bene comune è in grado di ingoiare qualsiasi rospo. E mentre dentro la Camera di Montecitorio il partito di Matteo Renzi e quello di Beppe Grillo giocano al gatto col topo, il centrodestra che in apparenza si litiga, poi si presenta unito come un sol uomo. Per questo è molto più quotata una loro vittoria, o comunque saranno sempre decisivi per fare un governo nazionale.


In questo quadro a tinte fosche, al di là di ogni ragionevole dubbio e di ogni irragionevole rumor, il dato che appare più trasparente è quindi la rinascita del bipolarismo, caratterizzato da una sinistra che, tutto sommato, resta il partito storico per eccellenza e dalla presenza di un centrodestra importante, tenuto in piedi dall’unione delle forze.