Alla scoperta della “Blu School”

Intervista a Mirko Giordani, fondatore dell'associazione Blu Lab, sulla nuova scuola di formazione politica realizzata dalla sua associazione

Blu School

La Blu School è la scuola di formazione politica realizzata dall’associazione di centrodestra Blu Lab, fondata da Mirko Giordani e Andrea Asole, di cui abbiamo già parlato in passato. La scuola di formazione aprirà le porte il 5 maggio con tanti ospiti esperti nell’ambito politico, tra cui il professore di Scienza Politica della LUISS Luigi De Gregorio. Per l’occasione, abbiamo intervistato Mirko Giordani che ci ha spiegato com’è nata questa idea.

Raccontami un po’ la storia di Blu lab, come nasce, alcune tappe fondamentali del suo percorso, ecc.

Blu Lab nasce da un’esigenza chiara nel mondo giovanile di centrodestra: trovare uno spazio comune per diverse identità politiche. Quest’area politica ha tante sfaccettature che andavano ricomposte a livello giovanile, e Blu Lab è lo spazio per chi ha idee forti e ama il confronto. Siamo gli unici a garantire una pluralità di idee che non ha precedenti nel centrodestra: proponiamo un modello vincente, di confronto e formazione continua. Abbiamo gli occhi puntati al futuro.

Com’è nata l’idea della Blu School?

I movimenti giovanili di centrodestra, ma soprattutto i partiti, hanno dimenticato la parola formazione. Siccome stiamo vivendo tempi in cui la politica sta dando il peggio di sé (basti pensare al vuoto pneumatico dei pentastellati, incapaci ed inconcludenti in tutto quello che fanno), serve un nuovo modello da seguire: unire qualità e consenso. In parole povere formarsi bene, avere cultura di governo e saper fare campagne elettorali vincenti. In Italia, il discorso ormai è bloccato tra tecnocrati senza nessun rispetto verso il popolo e ciarlatani che propongono ricette degne del miglior Venezuela, due proposte fallimentari. Noi pensiamo che un leader politico debba avere due qualità: rispetto profondo per il suo popolo e competenza. Basta con le ricette venezuelane, basta con i tecnocrati, serve una classe dirigente carismatica e capace.

Da questo nuovo modello è nata l’idea della Blu School, un luogo per formarsi e per avere maggiori competenze. Il programma della Blu School è completo ed avrà come ospiti esperti di terrorismo, analisti, politici, comunicatori e professori universitari.

Quali sono gli obiettivi che la Blu School si pone ?

Quando questa classe politica incapace e inetta fallirà miseramente, ci sarà qualcuno pronto a mettere completamente da parte i residui di questa stagione politica e ripartire da zero? Noi non abbiamo risposte preconfezionate da dare, diciamo solo che ci stiamo preparando. L’obiettivo della Blu School, e delle altre scuole di formazione che faremo in futuro, è di preparare al meglio ragazzi e ragazze che possano subentrare all’attuale classe dirigente fallimentare e delegittimata. I nostri giovani sanno aspettare, troveranno il loro spazio e si faranno valere.

Cosa ne pensi dell’attuale scenario politico italiano e in particolare del centrodestra?

Chi si sbrodola parlando di unità del centrodestra vive su Marte. Mai la coalizione di centrodestra è stata così divisa su tutto. Sulle tasse e sulla sicurezza l’accordo è facile, ma sull’Europa e l’Euro la frattura è enorme. Serve un chiarimento, un compromesso forte e risolutivo che superi il dibattito Euro sì/Euro no. Per ora non vedo spiragli, è tutto fermo ai box. Se l’alleanza ci sarà, benissimo; basta che poi si riesca a governare senza diktat o ricatti. Il popolo italiano è stanco dei giochetti politici e sarebbe la volta buona che ci manda a casa definitivamente

Cosa può e deve essere, per te, il centrodestra del domani?

Il centrodestra deve essere quella forza a cui possano guardare, senza paura, tutti i cittadini che si svegliano la mattina alle 6 per andare a lavorare, facendosi il mazzo per mandare a studiare i figli o per migliorare la propria condizione sociale. Deve stare dalla parte dei non garantiti, di quelli che rischiano e investono ogni giorno, di quelli che credono nel futuro e di quelli che investono nella propria famiglia. Siano essi imprenditori, dipendenti, operai, dirigenti di azienda o impiegati. Basta con la panzana che la divisione è tra popolo che soffre e élite, tra ricchi e poveri: il centrodestra deve rappresentare sia l’imprenditore che rischia in proprio sia l’operaio. Chi lavora, e lo fa onestamente, dovrebbe essere nostro supporter. Se ci complichiamo la vita con altre fumisterie, perdiamo tempo.

Grazie mille a Mirko per la sua disponibilità ed un caloroso in bocca al lupo.