Motori: con Rossi e la Rossa l’Italia può sognare

Al via la stagione dei motori, con i campionati di MotoGP e F1 dove gli italiani sono pronti a farsi valere.

I test pre-campionato 2017 non sono stati positivi per Valentino Rossi. Lui stesso, dopo la conclusione dell’ultima giornata in Qatar, li ha definiti i più difficili della sua carriera, al pari di quelli che fece nelle sue stagioni buie con la Ducati. Ma i test sono test e Valentino Rossi è Valentino Rossi. I test, come dice la parola stessa, sono prove che i vari team fanno per mettere in pista i nuovi prototipi e sperimentare soluzioni nuove. D’altro canto Valentino Rossi è un pilota da gara, un pilota che spesse volte, anche durante il week-end di gara, si trova al centro della classifica durante le prove e poi in gara risale posizione su posizione fino ad arrivare alla vittoria. Valentino non è ancora riuscito a trovare il set-up giusto per la sua M1, ma vista la sua esperienza e ancora la sua voglia di vincere non si può escludere dalla lotta per il mondiale. Sarà al via della sua 21esima stagione in MotoGP e sono convinto che stupirà ancora tutti noi italiani.

Le speranze italiane, pero, non terminano con l’esperto pilota di Tavullia. Anche la Ducati e il suo pilota Dovizioso sembrano avere fatto il tanto sperato step per giocarsi finalmente le posizioni che contano. Il forlivese e la sua desmosedici hanno stupito tutti durante queste giornate di test ed addirittura in Qatar è stato l’unico in grado di tenere testa a Vinales. Per i ducatisti le speranze sono riposte anche su Jorge Lorenzo, che dopo un periodo di apprendistato è risultato competitivo e pronto a stupire. Tanta voglia di stupire ce l’ha pure Andrea Iannone. Il pilota di Vasto è in una forma psico-fisica perfetta e come lui ha detto è riuscito a mettere apposto tutti i tasselli della sua vita, dall’essere il pilota al centro di un progetto MotoGP, all’amore con la modella Belen Rodriguez, che sembra essere davvero il valore aggiunto (alla prima gara di Belen nel box di Iannone, lui vince).

Nelle classi minori, Moto2 e Moto3, i riflettori sono puntati sui nostri pilotini, in particolar modo sugli allievi di Valentino. Nella classe di mezzo Morbidelli e Baldassarri sembrano pronti a dare l’assalto al titolo mondiale e perché no, puntare al salto di categoria. Pronto a mettersi in mostra anche il fratellastro di Valentino Rossi, Luca Marini, che dopo una stagione di apprendistato sembra pronto a giocarsi le posizioni di vertice. Pecco Bagnaia, Stefano Manzi ed Andrea Locatelli saranno al debutto nella categoria e pronti a giocarsi il titolo di “Rookie of the Year”.

In Moto3 abbiamo una flotta di italiani al via: dai più quotati per il titolo, vista l’esperienza e visti i risultati della scorsa stagione, come Antonelli, Bastianini, Bulega, Di Giannantonio, Fenati e Migno sino ai debuttanti come Arbolino, che correrà col team Sic58, Bezzecchi, Dalla Porta e Pagliani.

Se le speranze di Valentino Rossi per questo suo ennesimo campionato non sono delle migliori, o comunque i test non prevedono vita facile per il dottore, ben altre sono le aspettative ma soprattutto le speranze della Scuderia Ferrari che nel 2017 festeggia i 70 anni della sua fondazione. Nel 1947 uscì dai cancelli di quella piccola fabbrica che si componeva solo di un capannone, la prima Ferrari da corsa. Dal 1947 i successi della casa di Maranello sono stati moltissimi anche al di fuori della F1. Il numero 7, a quanto pare, è un numero ricorrente visto che risale al 2007 l’ultimo campionato piloti vinto da un driver vestito di rosso. Dieci anni dopo, nel 2017, le speranze di tutti i tifosi che sono accomunati da una passione sfrenata, perché il tifoso ferrarista è più “esagitato” del tifoso di calcio, sono riposte nella SF70-H e nei due cavalieri di rosso vestiti. Il cavaliere più anziano, il buon Kimi Raikkonen, nemmeno a farlo apposta ha il numero 7 cucito sulla tuta…chissà se sarà di buon auspicio dato che l’ultimo pilota iridato in Ferrari nel 2007 fu proprio lui. L’altro cavaliere, Sebastian Vettel, deve necessariamente ottenere risultati migliori dello scorso anno, dato che le ha sonoramente prese in ogni gara dal “matusa” compagno di squadra ma soprattutto è su di lui che la dirigenza Ferrari punta per ottenere il prossimo titolo mondiale. Il sommo dirigente, che definirlo dirigente sembra si stia parlando di un qualsiasi dirigente di pubblica amministrazione, Sergio Marchionne, quest’anno si è ben guardato da fare i proclami fatti lo scorso anno riguardo alla quasi matematica certezza che il titolo mondiale sia piloti che costruttori sarebbero tornati in quel di Maranello. Il presidente, non che CEO di Ferrari, ha una sfida aperta con l’ex presidente Montezemolo che fu indegnamente cacciato dopo che gli venne addossata la colpa sulla scarsità di risultati che la Ferrari otteneva in quegli anni. Marchionne sicuramente non riuscirà a fare meglio rispetto ai risultati ottenuti dal buon Lucs nella sua illustre e appassionata carriera in rosso, ma sicuramente già vincere un mondiale sarà un bel traguardo. Tutti speriamo nel miracolo. Dico miracolo perché le vetture uscite da Via Abetone negli ultimi anni, ma soprattutto dal 2014 con la sfortunata e non vincente F14-T, non sono state miracoli di ingegneria aereodinamica e motoristica. Comunque se la speranza è l’ultima a morire, quest’anno i dati di tutte le sessioni di test invernali svoltisi a Barcellona hanno dimostrato, o meglio mostrato, una monoposto che spinge, ottiene ottimi tempi e soprattutto dimostra pochissimi problemi di affidabilità. Gli ottimi tempi fanno riferimento intanto ai 4 secondi in meno rispetto alla pole position dello scorso anno fatta dalla Mercedes e poi anche alla dichiarazione di Vettel che ha tranquillamente detto che il suo miglior giro lo ha fatto rallentando nel terzo settore del tracciato. Ben venga. Se fosse veramente così, il campionato sarà un puro dominio Ferrari…

Come sempre però bisogna svegliarsi dai sogni e analizzare oggettivamente le forze in campo. La Mercedes che ha monopolizzato i campionati degli ultimi anni non è certamente rimasta a guardare e il sottoscritto pensa fortemente che abbiano nascosto il loro vero potenziale, così come bisognerà aspettarsi sorprese dalla Red Bull che a livello aereodinamico è sempre stata la migliore e un faro di innovazione per le altre squadre. L’appuntamento comunque è per domenica 26 marzo alle ore 7:00 per la gara, e per i veri appassionati il week end inizia il giovedì con la prima conferenza stampa dei piloti del 2017.

La conclusione di questo articolo, per molti potrà essere banale e scontata ma nel mondo, oltre al famoso “sole, mare, pizza e mandolino” l’Italia si conosce e si distingue, lo dimostrano le gare in giro per il mondo, per quello “stecchino” pelle e ossa di Valentino Rossi che ogni volta che sale in moto fa provare emozioni uniche e per quella macchina rossa col cavallino nero bella ma soprattutto veloce che fa sognare grandi e piccini, famiglie e alberi genealogici interi. Quindi signori, è tempo di rifare la forma sul divano e di aggrapparsi ai braccioli, perché quest’anno è doveroso sognare come tutti gli anni, ma soprattutto crederci.

Giovanni Crescenzi

Cesare Menichetti